Fabio Miretti è un giovane vecchio. Nel senso più puro e nobile dell’ossimoro. Già da piccolo, quando ancora la prima squadra della Juve era un miraggio e lui incontrava a Vinovo i suoi idoli, ripeteva ai compagni di squadra e alla famiglia quasi sempre la stessa frase: «Un giorno anch’io vestirò la maglia della Juve». Raramente chiedeva autografi, quasi mai implorava foto ai campioni che osservava con ammirazione. Ha sempre saputo che ce l’avrebbe fatta e anche stavolta i suoi piani sono chiarissimi. In estate è rimasto, dopo un lungo corteggiamento del Napoli. Ma fino a fine ottobre non ha mai visto la luce: l’infortunio muscolare rimediato a metà agosto ha compromesso buona parte della sua stagione. Da quando è arrivato Luciano Spalletti, però, la musica è cambiata per Miretti. Ha lasciato il segno nella delicatissima trasferta europea di Bodo e martedì si è preso la soddisfazione di realizzare il primo gol stagionale in campionato contro il Sassuolo. All’interno di una prestazione da applausi, in un ruolo leggermente differente dal solito spartito.
Juventino da sempre
Vicino a Jonathan David, appena qualche metro dietro la punta. Da numero 10, insomma, una posizione che verosimilmente gli permetterà di ritagliarsi un posto al sole in questa Juve versione 4-2-3-1. Eppure, fino a qualche giorno fa, il club bianconero stava valutando una cessione per finanziare il mercato in entrata. Plusvalenza pura, 20 milioni o quasi da reinvestire immediatamente. Peccato, però, che il panorama non offra nulla di migliore rispetto a Fabio. Giovane, forte, prodotto del vivaio bianconero e juventino da sempre come papà Livio. Felice, sì, dopo averlo visto gioire a Reggio Emilia: «Che bello vederlo così, dopo tanti mesi in cui è stato fuori». Dopodiché svela le idee del figlio: «A gennaio non penso che si muova, lui non vuole andare via. Ci sono tante voci, ma nulla di realmente concreto». Considerazione chiara e non scontata. Miretti conosce il suo ruolo in questa Juve: deve mangiare l’erba per conquistarsi un posto fisso. Ma niente spaventa Fabio. Il papà è sicuro: «Spalletti è contentissimo, gli dispiace persino se Fabio gioca poco. Ma ci crede ed è già importante. Se non avesse fatto un minuto, sarebbe un altro discorso, ma ora sta crescendo per cui non avrebbe senso andare via adesso, almeno dal suo punto di vista. Nemmeno ad agosto la Juve ha detto a mio figlio che sarebbe stato ceduto, per cui non penso succederà adesso. E io sono felicissimo che resti».
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