**Massimo Moratti,** storico patron dell'Inter, si è così espresso a _**Radio Tutto Napoli**_ sulle difficoltà dei nerazzurri nei big match: "Il problema nasce lo scorso anno, quando improvvisamente non vincere certe partite ci è costato campionato e altro. Quest’anno l’Inter gioca bene, ma si porta dietro l’eredità psicologica delle due sconfitte pesanti di fine stagione, soprattutto la finale di Champions. Chivu è stato bravissimo a rimettere in piedi la squadra dal punto di vista mentale. È più un limite psicologico che tecnico".
**Si aspettava una crescita così importante del Napoli dal 2007 a oggi?**
"Non era facile immaginarlo, ma De Laurentiis è stato molto determinato fin dall’inizio. Ha sempre costruito squadre competitive e ha dato al Napoli le ambizioni giuste. Poi ha saputo scegliere allenatori e gestire il percorso con grande intelligenza".
**Il calcio può tornare ad avere presidenti tifosi come lei o De Laurentiis?**
"È molto difficile. Oggi avere una squadra di calcio costa tantissimo ed è complicato per una famiglia o una singola persona sostenerla. È più facile che tutto finisca nelle mani dei fondi. Diventa qualcosa di più anonimo, ma per lo spettatore conta soprattutto vedere squadre forti e competitive".
**Come valuta l’evoluzione della classe arbitrale e l’uso del VAR?**
"Rispetto al passato è molto meglio. Io ho vissuto un periodo difficile e ne ho parlato apertamente. Oggi gli arbitri italiani non sono pessimi, tutt’altro. Il problema sono alcune regole, come il fuorigioco millimetrico o certi falli rivisti al VAR senza considerare la dinamica. Il calcio è movimento e non tutto può essere giudicato da un fermo immagine. L’arbitro è spesso in una posizione complicatissima".
**Su Conte e l’espulsione: che giudizio dà sulla sua figura?**
"Conte è una persona che, quando riceve un incarico, si sente responsabile al 100% e si sacrifica totalmente per la squadra. È una caratteristica che lo porta a fare sempre campionati importanti. Io stimo anche Chivu, che considero molto bravo. Si possono stimare più allenatori senza metterli in contrapposizione".