Juve, tre gol in mezz'ora. Thuram travolgente, povero Baschirotto
4-2-3-1 confermato, formazione anche più o meno, inizio spumeggiante bianconero, come raramente si era abituati a vedere: Stadium in estasi dopo un quarto d'ora, già 2-0 per la stoccata al volo pregevole di Miretti deviata in maniera decisiva da Bremer - esultanza con la palla sotto la maglia per la felicità più bella - e per il contropiede condotto e rifinito da un Thuram versione Rabiot, inarrestabile, e chiuso da un David restituito al gioco del calcio dalla psicocura Spalletti. Partita in ghiaccio, la prova a riaprire prima Zerbin con un tiro di poco alto e poi Feliciani, che fa diventare rigore un contrasto con palla piena di Locatelli in area: per fortuna il VAR Gariglio ribalta la decisione facendo giustizia e richiamando l'arbitro. Nicola prova la carta Conte e si fa espellere ma non c'è nessun McTominay a rianimare una Cremo a pezzi, che becca anche il terzo dopo la mezz'ora: ancora Thuram incontenibile a chiudere un'altra ripartenza, tiro deviato da Baschirotto che poi è sfortunato nel rimpallo, palla sul braccio altissimo e penalty da regolamento del gioco del...VIDEOcalcio, perché non sarà mai normale vedere una roba del genere e considerarla calcio.
Yildiz, dal rigore sbagliato al settimo sigillo
C'è comunque pathos, è il rigore successivo a quello incriminato di David col Lecce, della depressione e dei videini, ad oggi la sliding door di questo giocatore e di questa squadra: dal dischetto ci va, e non potrebbe essere altrimenti, il capocannoniere bianconero, il numero 10. Audero tocca, palla sul palo, la fortuna bacia Yildiz e gli restituisce il pallone docile e con la porta spalancata, poco male, tris nel sacco e settimo sigillo in campionato, esiziale su quanto restava da dire su questa partita. Il resto è un tiro al bersaglio, con Audero ad opporsi al tentativo di poker sempre di Yildiz e McKennie a mandare fuori sul corner di Cambiaso. Poco male per lo statunitense, perché...
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