A Gigi Buffon piace l’identità che Luciano Spalletti ha dato alla sua Juventus. Un’identità che, ai suoi occhi, non si vedeva da anni. D’altronde, quando hanno condiviso lo staff della Nazionale maggiore hanno stretto non solo un rapporto professionale, ma anche una bella amicizia. Gigi lo conosce, si fida, sa quello che il tecnico toscano può ancora costruire, riaccendere, “aggiungere”. E lo ha confermato anche ieri, star al teatro Carlo Felice di Genova dove è stato tra i protagonisti di “Teatro dei Campioni”, l’evento con cui la Regione Liguria ha chiuso l’anno 2025 di Regione Europea dello Sport. "Se la Juve può inserirsi nella lotta scudetto? È partita con un piccolo gap da recuperare e sai, se lo devi recuperare a squadre come l’Inter o il Napoli diventa complicato – le sue parole prima di salire sul palco –: credo, però, che ormai da un mese a questa parte, al di là magari di qualche pareggino che può aver fatto storcere il naso, la sua mano sia inequivocabile ed evidente". Parole che Buffon ha scritto anche direttamente al tecnico, per complimentarsi di come stia riuscendo a plasmare una Juventus sempre più sua: "La squadra secondo me è in grande crescita, se fossimo ai nastri di partenza del campionato avrebbe le carte in regola per giocarsi lo scudetto". Parole chiare, come sempre.
Genoa, Sampdoria e il punto di vista di Buffon sul calcio genovese
Poi il focus si è spostato sulla città e, in particolare, sulle sue due anime calcistiche. Una recentemente affidata a uno dei compagni con cui condivise quella meravigliosa estate mondiale, nel 2006: "Quando De Rossi è arrivato al Genoa la situazione era un pochettino cupa, grigia, poi si è ripreso bene e ha fatto dei buoni risultati, ultimo il bel pari a San Siro di domenica, e quindi credo che l’impulso e l’energia di Lele si stiano vedendo". E l’altra alle prese con una complicata situazione nella categoria cadetta: "Per quanto riguarda la Sampdoria, fa male vedere una squadra così relegata nelle ultime posizioni della Serie B – ha aggiunto Buffon –*: dispiace di fronte alla presenza massiccia e al sostegno e all’amore incondizionato che il pubblico e i tifosi danno alla squadra in casa come in trasferta. Credo, però, che abbiano sia la proprietà, sia i dirigenti, il primo che mi viene in mente è il figlio di Mancini che ha a cuore questa situazione e quindi ritengo che abbiano tutte le carte in regola per riprendersi".*
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