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Mourinho si prepara alla Juve e la cita: Special One "Fino alla fine"

"Il mio dialogo con i giocatori funziona bene, non riesco a essere quello che voi volete che io sia. Né come uomo, né come allenatore. Non riesco a giocare male e dire che ho giocato bene, non riesco ad accettare la mediocrità, né dagli altri né da me stesso. Sono arrivato dove sono arrivato essendo Mourinho e sarò Mourinho fino alla fine". Lo Special One, in vista del big match col Porto, va dritto per la sua strada dopo le critiche seguite all'eliminazionedel Benfica in Coppa di Lega per mano del Braga.

Si avvicina la Juve

Un match decisivo in campionato mentre si avvicina anche**l'impegno di Champions contro la Juventus.** Mourinho ha aggiunto: "Ci si è dimenticati in fretta che il giorno prima avevo detto che tenevo molto a vincere la competizione, non per me, ma per i tifosi e per il fantastico gruppo di giocatori. E continuo a ripetere che è un gruppo, dal punto di vista umano, straordinario: io adoro questi ragazzi. Ora, però, non riesco a essere diverso, non riesco a fare quello che magari a voi piace. Non riesco a gettare sabbia negli occhi delle persone, non riesco a dire che la mia squadra ha giocato molto bene quando ha giocato male. Non ci riesco. Il rapporto che ho avuto in più di due decenni di calcio con i miei giocatori e i miei gruppi è una delle cose più belle della mia carriera".

"Solo uno ce l'ha fatta"

"Avere ex giocatori di 55 anni che mi contattano costantemente è una delle cose più belle della mia carriera. Sono arrivato dove sono arrivato essendo come sono e chi sono, la maggior parte dei miei giocatori mi vuole bene, e parlo di centinaia di giocatori. Io sono quello che sono, non cambierò e sarò così fino alla fine Sono arrivato qui con le mie gambe. Come giocatori Ronaldo, Eusebio e Figo sono arrivati dove sono arrivati, come allenatore in Portogallo solo uno ce l'ha fatta", rivendica con orgoglio Mou. Poi chiosa: "Sono capace di dire a un giocatore 'non hai giocato affatto', sono capace di criticarlo pubblicamente, ma sono anche capace di fare quello che ho fatto con Dahl .Quando volevano massacrare Dahl per l'assist che aveva dato a Patrick Schick contro il Leverkusen, sono uscito due minuti dopo dicendo che non si tocca Dahl, che domenica tocca a Dahl e ad altri 10. Puoi prendere le cose come vuoi, io sono quello che sono, non cambierò e sarò così fino alla fine. Sono arrivato fin qui per merito mio, sai dove sono arrivato".

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