Da un errore è nata un’opportunità. Perché quando il bene del gruppo viene messo al primo posto i problemi muoiono sul nascere. Lasciando spazio alle soluzioni. Così Manuel Locatelli ha avuto la forza, nel giro di pochi giorni, di capire. Di riuscire a saper cogliere le sfaccettature di un ruolo, quello del capitano, non adatto a tutti. Bisogna fare un passo indietro e tornare a Juve-Lecce. Risultato 1-1, il pallone scotta. Loca lo passa a Jonathan David, nonostante i rigoristi designati fossero lui e Kenan Yildiz. Ciò che succede dopo, quando il fragile canadese si incarica della battuta, è cronaca nota.
Il chiarimento con Spalletti
Alla Continassa, proprio su quella battuta, tra Locatelli e Spalletti va in scena un chiarimento. Il capitano, cedendo il pallone a David, voleva caricarlo. Convinto che con un gol dagli undici metri si sarebbe sbloccato. Lucio ha colto la buona fede. E per questo l’episodio non ha avuto strascichi, anzi ha permesso di fissare alcune regole base della gestione in campo di certi momenti. Succede la stessa cosa durante Juve-Cremonese: rigore per i bianconeri. Sul dischetto possono andare Locatelli e Yildiz. Manuel, però, decide di lasciare il rigore a Kenan: sul 2-0 un gol avrebbe potuto caricare il turco in misura ancora maggiore. La rete arriva dopo il palo, ma arriva. La decisione in campo è stata da subito approvata da Spalletti, che ha preso atto della maturazione del suo regista. Una crescita che investe tante sfere: tecnica, ma anche sul piano della leadership.
Il miglior Loca di sempre? Si!
È il miglior Locatelli di sempre quello delle ultime settimane? Sì, senza dubbio. Ricorda il giocatore sbocciato al Sassuolo e poi diventato campione d’Europa con l’Italia. Lucio è rimasto favorevolmente colpito da Loca nei suoi mesi juventini. L’uscita dal campo a Pisa, con la scaramuccia nata e morta sul prato verde dell’Arena Garibaldi, è stata l’unica variazione sul tema. Ma il rapporto tra il capitano e l’allenatore sta prendendo una consistenza nuova. I tempi azzurri potevano incidere su questo fronte: Spalletti porta Fagioli in Germania, preferendolo al classe ‘98, mai realmente entrato nelle grazie dell’ex ct. Acqua passata, certo, ma il tempo in cui si sono consumati i rapporti è relativamente recente: si parla pur sempre dell’estate 2024. Alla Juve, però, entrambi per il bene comune hanno saputo trovare una nuova chiave per interagire. Un modo per capirsi. Locatelli si è messo in discussione sotto tutti gli aspetti, Spalletti ha abbandonato le perplessità figlie del passato. E così col passare delle settimane Manuel è riuscito anche a tenere a bada le voci di mercato: ora il regista non è più una priorità dei bianconeri. A inizio dicembre, invece, l’indirizzo era un altro. Il gesto a favore di Yildiz contro la Cremonese testimonia una grande maturità. Il gol non è un tema per Loca, ma per un compagno del reparto offensivo sì. Allora, quando le acque sono tranquille, cedere un rigore diventa un modo per cementare il gruppo. Spalletti ha applaudito. Nella vita, del resto, per cambiare idea sulle persone c’è sempre tempo: solo le persone intelligenti ci riescono.
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