Cinque giocatori in uno, per altrettante capigliature sfarzose e sconnesse tra loro, alternate con costanza nel corso della carriera. Un profilo fuori dagli schemi, difficilmente decifrabile in termini calcistici. In Liga ha giocato praticamente in ogni zona del campo: dalle gare disputate come terzino di spinta, a quelle da braccetto nella linea a tre, o ancora da esterno alto a tutta fascia con qualche esperimento, all’occorrenza, da mezzala. La duttilità, nel suo caso, è un concetto fin troppo riduttivo. Ne sa qualcosa Comolli che, dall’arrivo di Spalletti, ha dovuto rimettere mano ai filtri del suo algoritmo, per stilare una lista di interpreti moderni, che sappiano fare un po’ tutto. In questo senso, Oscar Mingueza, ci ha messo poco a balzare in cima alla lista dei candidati per le corsie bianconere. Da capire se già a gennaio, o direttamente in estate, quando lo spagnolo - in scadenza di contratto con il Celta Vigo - sarà rilevabile a parametro zero. Anche perché il suo futuro potrebbe dipendere, in parte, da quello del primo epurato della gestione Spalletti: Joao Mario. Per l’affondo anticipato, la Juventus dovrà prima trovare una sistemazione definitiva all’ex Porto. In caso contrario, se ne riparlerebbe - appunto - in estate. Il nodo, del resto, sta tutto nella formula pattuita dal Celta con il Barcellona nell’agosto del 2022. In quella percentuale (50%) sulla futura rivendita del cartellino che - prendendo atto della sua svalutazione sul mercato, essendo arrivato a meno di 6 mesi dalla scadenza - porterebbe il club spagnolo a perdere un titolare a fronte di un conguaglio economico risicato.
Dalla Masia al Celta
Dopo le prime esperienze nelle scuole calcio di Santa Perpetua de Mogoda, a 8 anni arriva l’occasione della vita: a volerlo è il Barça del suo idolo, Lionel Messi. I genitori non ci pensano un attimo e Mingueza si trasferisce nella capitale della Catalogna per iniziare la sua lunga trafila nel settore giovanile blaugrana. La concorrenza nel suo ruolo non manca, eppure Oscar (tra una Juvenil e l’altra) si guadagna il posto da titolare sulla corsia di destra. Arrivano i primi successi da protagonista, come la vittoria della Youth League nel 2018, prima della chiamata - due anni più tardi - con la prima squadra. L’esordio arriva nel novembre del 2020, quando Koeman lo schiera a sorpresa tra i titolari nel match di Champions vinto dal Barça contro la Dinamo Kiev, con tanto di assist a Braithwaite per la rete del 2-0. Da lì la convocazione fissa con la prima squadra, in Liga come in Champions, dove inizia a contendersi di settimana in settimana il posto di titolare con Dest. L’anno dopo Koeman viene esonerato e al suo posto arriva Xavi. Il feeling non scatta, almeno non del tutto - per stessa ammissione dell’esterno spagnolo - e Mingueza inizia a guardarsi intorno. Si fa avanti il Celta Vigo, che mette sul piatto un contratto quadriennale e la garanzia della titolarità.
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