Il pareggio contro il Lecce - soprattutto per il qui pro quo del rigore ceduto a David e poi sbagliato grossolanamente - era stato vissuto con una punta di rabbia. E pure con una certa dose di delusione. Allora, però, il calendario ha giocato un ruolo chiave: Luciano Spalletti ha aspettato che la tempesta finisse e ha preparato subito la sfida contro il Sassuolo, attesa 72 ore dopo il fischio finale dell’Allianz Stadium. Non c’era più tempo per ricordare quel pareggio e anche nella riunione tecnica, immediatamente successiva ai due punti persi con i salentini, Spalletti non ha rimuginato. Stavolta, invece, un piccolo passo indietro alla sconfitta di Cagliari ha voluto concederselo.
L'aspetto sottolineato da Spalletti
Per fissare un concetto a tutto il gruppo: la strada è quella giusta, perché «giocando così ne vinceremo tante». Bisogna solo insistere, insistere e ancora insistere, anche a costo di prendere altre cantonate. C’è un aspetto che Lucio ha esaltato alla Continassa: la riaggressione. Feroce, come ai tempi di Napoli. Dominante, assillante, sfinente per gli avversari. Il Cagliari ha avuto la capacità di resistere al soffocamento: un grande merito che Pisacane ha esaltato a fine partita. Spalletti, con il gruppo, è stato chiaro: se le prestazioni continueranno ad essere queste, la Juve avrà molte più possibilità di vincere tante partite da qui alla fine della stagione. In ogni competizione. Un po’ di fatalismo l’ha aggiunto.
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