NAPOLI - La preoccupazione è forte e le parole di Antonio Conte non sciolgono i dubbi sugli infortunati. "Quando torneranno? Non lo so, chiedetelo al medico", ha risposto Conte in maniera caustica e lapidaria nel prepartita di Napoli-Sassuolo e prima di salire sul “dirigibile” per scontare il secondo turno di squalifica. Il nervosismo dell’allenatore è forte, è palese. Così come il suo progetto di spostare verso lo staff sanitario sia le attenzioni che le responsabilità. Il conto è presto fatto: sono 8 i calciatori indisponibili quando la stagione dei partenopei ha imboccato il sentiero più complicato. Niente Champions League per gli ultimi due che hanno alzato bandiera bianca nel corso della sfida di sabato: Politano e Rrahmani dovranno quasi certamente saltare la sfida di domani sera a Copenaghen, match decisivo per sperare nell’apporto ai playoff degli ottavi di Champions League. Oggi si sottoporranno agli esami strumentali di rito per capire quanto serio sia l’infortunio che gli è occorso.
Infortuni Napoli: da Politano a Lukaku, il punto
Le sensazioni sono negative, non solo per Copenaghen, ma anche in previsione del big match di campionato di domenica in casa della Juventus. Non è escluso che per la gara dello Stadium possa essere convocato finalmente Anguissa, oltre a Neres. Il senegalese ha dovuto saltare anche la coppa d’Africa nella quale la sua nazione è arrivata in finale, a causa di un infortunio muscolare alla coscia patito il 9 novembre al termine della gara persa (2-0) a Bologna: il centrocampista africano era stato utilizzato in tutte e 15 le gare disputate dal Napoli ed era stato sostituito solo al 71’ contro il City per poi entrare al 32’ contro il Pisa. Spremuto ed acciaccato. Ma il problema riguarda un po’ tutti gli azzurri finiti ko. De Bruyne, campione con un pregresso di problemi muscolari, ne ha giocate 11 su 11 prima di strapparsi al 37’ calciando il rigore dell’1-0 contro l’Inter. Lukaku? Lesione di alto grado al flessore il 14 agosto nell’amichevole contro l’Olympiacos e non è mai più tornato, anche se trapelava l’ipotesi che potesse andare in panchina contro la Roma lo scorso 30 novembre. Niente. Non esiste un’evidenza scientifica in proposito, però lo scarso turnover adottato da Conte, di certo non ha agevolato la migliore condizione della squadra: c’è chi gioca troppo e chi mai. Rrahmani, ad esempio, era già stato vittima ad inizio stagione di un infortunio muscolare alla coscia che gli aveva fatto saltare 9 partite. Poi le ha giocate tutte, 17 di fila con sole due sostituzioni (Atalanta 64’ e Lazio 79’), fino ad arrendersi al 67’ di Napoli-Sassuolo.
Napoli e mercato bloccato: Conte a Copenaghen con dieci assenti
"I lungodegenti difficilmente li riavremo presto, abbiamo bisogno di nuovi giocatori per le corrette rotazioni", ha avvertito il vice Stellini dopo la sfida di sabato. Il Napoli, però, ha un mercato a saldo zero, deve prima vendere per poi acquistare. Ma questo non è possibile farlo prima di domani in Champions, quando Conte non potrà contare sugli 8 acciaccati e nemmeno su Mazzocchi e Marianucci, esclusi dalla lista Champions. Vale a dire che dovrà presentarsi al Parken connected by 3 con 10 indisponibili. Una enormità, una cifra insostenibile per chi gioca spesso tre gare a settimana, una conseguenza che poteva essere evitata con un utilizzo diverso del turnover.
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