TORINO - La fortuna sta nell’affollarsi degli impegni segnati sul calendario. Sì, è un paradosso, perché le tante partite in programma richiedono una gestione oculata delle energie e rischiano di pesare come macigni su testa e gambe dei giocatori. Ma è altrettanto vero che, come nel caso della Juventus, danno la possibilità di cancellare velocemente le delusioni, di voltare pagina e trovarci scritta una storia diversa. Danno la possibilità, come sottolineato dallo stesso Spalletti nel post Cagliari, di farsi il sangue meno amaro. Su questo equilibrio sottilissimo, fatto di lavoro fisico ma anche e soprattutto mentale, la squadra bianconera sta preparando la sfida di Champions League al Benfica. Tra le mura della Continassa, il tecnico di Certaldo e il suo staff alternano sensazioni e dati e dall’ibridazione dei due aspetti uscirà la prima bozza di formazione che sarà completata e avvallata solo nella mattinata di domani, a poche ore dal fischio d’inizio.
Juve-Benfica: i dubbi di Spalletti a centrocampo
In particolare, la trasferta di Cagliari ha raccontato che in mezzo al campo Koopmeiners fatica ancora a crescere di livello: nessun errore clamoroso, ma neanche l’apporto in termini di qualità e peso offensivo che ci si aspetterebbe. E che si continua ad aspettare. Partito dalla panchina e per questo più fresco, si ricandida per il solito posto da titolare, al fianco di Locatelli, Khephren Thuram. La sua fisicità e le accelerazioni palla al piede possono fornire una chiave per provare a entrare dentro e scardinare la solidità della squadra lusitana. A proposito di questo, al di là del livello delle squadre e della differente competizione, ci si può immaginare una partita non troppo differente da quella contro il Cagliari. Un blocco basso, solido e compatto, intenzionato a occupare ogni linea di passaggio. Serve creatività, lo spunto che trasforma l’ordinario in straordinario e che accende di luce propria e speciale le notti di Champions League.
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