La Juve più bella, in una sera bellissima: Spalletti ridona ai tifosi bianconeri la speranza di sognare anche in Europa con una prestazione maiuscola, da padrona del campo e del gioco, contro un acerrimo rivale come Mourinho e un Benfica spesso mortifero a Torino. Finisce 2-0, con tante occasioni sprecate per un divario più ampio e la ciliegina sulla torta del rigore sbagliato dai portoghesi: quota 12 punti, come la tanto decantata Inter, e una piccola speranza vincendo a Monaco a casa di Pogba di centrare anche gli ottavi...da ottava.
Spalletti presenta la sua Juve di gala, e nella sua Top 11 Koopmeiners torna fuori dopo aver fallito l'ennesima prova a centrocampo con il Cagliari, mancando di personalità e cattiveria: Locatelli e Thuram, ragionamento e muscoli, con Miretti confermato dietro David e McKennie largo a destra. [Boato di fischi dello Stadium all'annuncio del nome di Mourinho: non bastano i petali di rosa in conferenza](https://www.tuttosport.com/news/calcio/calciomercato/2026/01/21-146006462/mourinho_alla_juventus_il_fantamercato_e_l_incubo_inter_zeru_tituli_ricordando_le_parole_di_nedved), la rivalità resta per sempre.
Juve addosso al Benfica da subito: Otamendi rischia l'autogol per deviare il tiro-cross di Yildiz, Kalulu ruba palla in area e per un soffio Thuram non arriva di testa. Sul ribaltamento di fronte Sudakov velenoso prova il primo tiro della partita, Di Gregorio attento, ripartenza e Yildiz di cattiveria si conquista il vertice dell'area di rigore e di destro a giro impegna severamente Trubin, gran parata a mano aperta. I tamburi dello Stadium suonano più forte.
Ancora Yildiz, ma la Juve rischia. Miretti e David horror
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Locatelli fa il lavoro sporco, entrata dura e salta una scarpa a Sudakov. Una spazzata di Bremer a risolvere una grana in area fa scoppiare gli applausi, un destro di Yildiz a fil di palo fa urlare al gol ma occhio, perché la Juve così come fa disfa: Cambiaso e Locatelli la combinano grossa, Sudakov colpisce a botta sicura, Di Gregorio si allunga e Kelly alla disperata salva la porta. E ci si mettono anche Miretti e David tra superficialità e poca reattività, Otamendi brutale in anticipo e Prestianni grazia la Juve mandando alto. Il tempo passa, da un corner regalato arriva l'occasione buona ma la testa è di Miretti e la conclusione debole e alta. Altro giro, altra testa, cross perfetto di McKennie per David tutto solo in area, il colpo di testa è anche peggiore di quello di Miretti di prima.
Spalletti risistema la Juve: tanti errori ma la sblocca Thuram
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Miretti paga la brutta prestazione e resta negli spogliatoi, la scelta di Spalletti è Conceicao esterno con McKennie a supportare da centravanti ombra l'ombra del centravanti David. Il canadese continua spaesato, un appoggio facile sbagliato appesantisce il clima e lo rabbuia di fischi. Una serie di errori tiene il Benfica alto e pericoloso ma la Juve si salva e, con i portoghesi molto alti per creare pressione, azzanna e colpisce: contropiede pericoloso, rifinito da Kalulu per la conclusione di McKennie - da blindare, rinnovare e far giocare sottopunta - salvata da Trubin. E ancora McKennie, un gigante rispetto a Miretti, a sfiorare il colpo di testa vincente prima del 55', quando una palla su cui David almeno combatte viene strappata da Thuram e trasformata nella botta vincente sul primo palo.
McKennie padrone, raddoppio. Il Benfica sbaglia un rigore
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La chiave della partita è lo spostamento del texano sottopunta, che corona l'impatto dirompente sulla partita con il gol al 64': duetto da Dybala-Higuain con David, con tutto il rispetto, e conclusione spietata ancora sul primo palo a portiere piegato a terra. L'uno-due è terrificante e il Benfica è alle corde, Mourinho prova a risvegliare i suoi con dei cambi - si rivede [Barrenechea](/giocatore/calcio/enzo-barrenechea/491287) allo Stadium - ma che non sia serata lo si capisce all'80': rigore concesso al Var per un'entrata scomposta di Bremer in area, Pavlidis si presenta dal dischetto e spedisce il pallone in curva cadendo. Mourinho, che aveva rialzato la testa, la riabbassa definitivamente: questa volta nessun giro al centro del campo a sentire i fischi, questa volta solo la gioia dello Stadium.