La parola d’ordine è voltare pagina, ma è più facile a dirsi che a a farsi. Il Napoli si è preso un giorno di libertà per riordinare le idee e i panni sporchi saranno lavati a partire da oggi a Castel Volturno, dove nel pomeriggio è prevista la ripresa degli allenamenti. Rientrano in gruppo oltre a Lukaku anche Anguissa e Meret, che dovrebbero essere a disposizione per la sfida di domenica (alle 18) contro la Juventus. Per Torino partiranno inoltre pure Mazzocchi e Marianucci, che non sono stati inseriti nella lista Uefa e hanno saltato dunque l’impegno infrasettimanale. L’emergenza quindi si attenua dunque almeno un po’, nonostante fatica e stanchezza.
Alle spalle una fuga nella notte e l’atterraggio poco prima all’alba di ieri a Capodichino, dopo tre ore di volo (e quasi altrettante di ritardo, per colpa di un problema tecnico) in cui l’ha fatta da padrone quasi sempre il silenzio. Il Napoli sa di aver gettato via in Danimarca la qualificazione anticipata per gli spareggi della Champions League e di essersi condannato con il suicidio di martedì sera al Parken Stadium a un finale da thrilling, visto che adesso sono diventati decisivi gli ultimi 90’ del maxi girone, contro i campioni del mondo del Chelsea al Maradona. Mercoledì prossimo sarà una sfida da dentro o fuori e non è facile pensare positivo, per la squadra di Antonio Conte, che in Europa continua a essere la pallida controfigura di sé stessa. Questa volta non regge nemmeno la giustificazione dell’emergenza, visto che nonostante i dieci assenti i campioni d’Italia erano avanti di un gol e in superiorità numerica, prima di subire l’imperdonabile rimonta del volenteroso Copenaghen. Non c’è più lo spirito dello scudetto e già in altre occasioni nel corso della stagione Di Lorenzo e compagni s’erano smarriti all’improvviso, in un mix di approssimazione e di presunzione. «Avremmo dovuto chiudere definitivamente la gara nel secondo tempo e invece per colpa nostra abbiamo sbagliato completamente l’approccio nella ripresa», ha fatto autocritica per tutti il capitano, deluso come i suoi compagni. Molto più duro McTominay, che aveva messo in discesa la sfida col suo quarto centro stagionale di testa nella competizione. «Quello che ci è successo è stato inaccettabile, è una delusione enorme...».
Conte ha invece preferito a caldo non infierire. «È inutile che parli alla squadra, gli errori commessi sono lampanti e non c’è bisogno da parte mia di dire niente. Zero attenuanti, questa volta. Forse il nostro livello non è ancora da Champions League. È un pareggio che fa male a me e che deve far male anche ai miei giocatori», si è limitato a sibilare il tecnico, che a Copenaghen si è virtualmente congedato da Lucca e Lang, i due azzurri vicini alla cessione. Servono con urgenza forze fresche e De Laurentiis sta cercando di sbloccare il mercato in tempi brevi, anche perché c’è dietro l’angolo la delicatissima trasferta di domenica a Torino, contro la Juve dell’ex Spalletti.
Il Napoli si giocherà tanto nelle prossime due partite e Conte ha gli uomini contati. Lukaku era in panchina in Danimarca, ma non è ancora in condizione per rendersi utile. Idem per Anguissa, che ha qualche chance di ritornare tra i convocati contro la Juventus. Ma pure il centrocampista dopo due mesi di stop avrà bisogno di un po’ di rodaggio. «Siamo rimasti in 12 o 13 ed è con questi uomini che per adesso bisogna andare avanti», ha allargato le braccia il tecnico leccese lasciando con il morale basso il Parken Stadium. Il pareggio di Copenaghen può compromettere la qualificazione in Champions League e rischia di pesare in maniera molto negativa sullo stato d’animo degli azzurri, già in difficoltà per l’emergenza. Con la Juventus e il Chelsea saranno due sfide spartiacque, che la squadra inizierà a preparare da oggi pomeriggio a Castel Volturno. Il momento è cruciale e un confronto tra il tecnico e il gruppo ci sarà, perché ora diventa fondamentale guardarsi negli occhi. I campioni d’Italia non devono sbagliare più.