Dovessimo osservare la rosa della Juventus e fare un nome tra quelli imprescindibili, tolto Yildiz, ci sarebbe sicuramente anche quello di McKennie. Un giocatore che si è rivitalizzato con l'arrivo di Spalletti perché ha trovato più fiducia e anche in campo trasmette questa sua sicurezza con la capacità di essere decisivo nei momenti chiave. Bravo a inserirsi e a trovare con continuità la via del gol. Nelle ultime settimane ci ha preso gusto sotto porta e anche contro il Benfica è riuscito a chiudere la sfida con il 2-0. Ed è lui stesso a raccontare i motivi del suo ottimo momento e anche di quello della squadra.
McKennie e il ruolo alla Juve
Al termine della sfida contro il Benfica di Champions League, la CBS ha intervistato McKennie, autore di una delle due reti dell'incontro e la prima risposta è proprio sul ruolo: "Il cambio della mia posizione si una una cosa abbastanza normale ed è anche la fiduca, la sicurezza che l'allenatore e il suo staff trasmettono ai giocatori". Domanda più che lecita visto che dovessimo dare un ruolo predefinito a Weston forse non ci sarebbe: parte largo a destra, a volte fa il terzino, può giocare a sinistra, come mezzala o anche più avanzato nel ruolo di trequarti, come nella ripresa contro i portoghesi. Un aspetto importante del suo modo di giocare, soprattutto in quella posizione più avanzata, è la capacità dell'inserimento e di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto. Spalletti questo lo ha capito e sta cercando di metterlo proprio in queste condizioni per poter essere un valore aggiunto nell'area di rigore avversaria.
McKennie: "Tutti danno l'anima per Spalletti"
La forza di Spalletti è anche quella di saper entrare nella testa dei suoi giocatori per farli rendere al meglio, una delle qualità che gli ha dato anche Del Piero nella sua analisi. Un pensiero che si riflette anche nelle parole di McKennie: "Ci piace giocare sotto la sua guida. Ci piace giocare come una squadra. Ci divertiamo. Crediamo in noi stessi, nei concetti e in ciò che lui sta cercando di farci fare. Tanto di cappello a lui, al suo staff e anche a noi giocatori. Siamo una famiglia. Corriamo, ci sacrifichiamo l'uno per l'altro, e questa è la cosa più importante, perché aiuta in partite come quella contro il Benfica che non sono tra le più belle, ma ognuno di noi sa che può contare sull'impegno della squadra. Ogni giocatore è disposto a dare l'anima per l'allenatore".
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