Luciano Spalletti non hai avuto paura di esporsi, tantomeno di litigare con giornalisti o discutere con i tifosi. Il motivo è semplice: vuole fare muro sui suoi giocatori. A volte ci riesce, altre meno, ma il motivo quello è. Non fa eccezione la nuova avventura alla Juventus: il rapporto con lo spogliatoio è sempre più stretto. Ai giocatori bianconeri Spalletti piace: prepara bene le partite, ha personalità e sta cercando, soprattutto, di restituire a Locatelli e compagni qualcosa che negli ultimi anni alla Continassa è venuta meno: l’autostima. Così si spiega il duro sfogo avuto nella notte nella zona mista dello Stadium.
Spalletti e la frase di fuoco sul Bodo: cosa c’è dietro
Subito dopo la fine di Juve - Benfica, Spalletti è andato a Prime dove, per citare le parole di un cronista portoghese, era già “sparkling”, cioè frizzante. “Lei è serena?”, ha chiesto alla giornalista Giulia Mizzoni in un siparietto diventato subito virale. Poi ha parlato della partita e lo stesso - più o meno - ha fatto in conferenza dove ha voluto chiarire il battibecco con il tifoso dietro la sua panchina, ridimensionandolo anche se ovviamente ci sono molte immagini perché le telecamere non perdonano. Spalletti ha voluto proteggere non tanto se stesso (anni fa disse: “Se c’è da dire qualche parola non mi tiro indietro”), quanto la sua squadra. Ha giustamente ammesso che i tifosi della Juventus sono abituati a grandi campioni, ha ribadito ai calciatori che serve personalità ma il fischio al primo pallone perso quello no, non lo tollera. Dopo la conferenza, quando era già mezzanotte, Spalletti è andato in zona mista. E lì è sbottato: “Se non vi sta bene vi riporto tutti a Bodo, dove ci avete fatto due palle così perché si doveva stravincere. E poi si vede i risultati che fa contro le squadre contro cui gioca (il riferimento è alla sconfitta del City, ndr). *“E ora non si avrà mica paura anche del Bodo Glimt?” Ma che discorsi sono?*”. Spalletti è un fiume in piena: "Ma che discorsi sono? Scarse conoscenze di quello che succede. Si vuol togliere per forza qualcosa per dare addosso a qualcuno. Contro il Benfica è stata una partita difficile, l'avevo detto precedentemente, ma abbiamo vinto con merito”.
Cosa è successo davvero tra il tifoso della Juve e Spalletti
Spalletti è poi tornato sul battibecco col tifoso: “Siete 1500 e in 1499 mi avete chiesto del tifoso. Io non ho battibeccato con nessuno. Voi siete quelli degli aggettivi a peggiorare le situazioni, non ne migliorate mai una, le peggiorate e basta”. Secondo Spalletti lui lo avrebbe sì invitato a restare a casa prima del gol di Thuram per le tante critiche, ma noi non lo avrebbe mandato da nessuna parte dopo il vantaggio bianconero. Alla fine, però, quel che conta è solo il risultato finale: “A me la partita è piaciuta, perché abbiamo giocato un po' al di sotto di quello che avevamo fatto vedere nelle ultime partite, poi però di là c'era il Benfica, e lei è così attenta (si rivolge a un’altra giornalista, ndr) che saprà un po' di storia, sono state diverse le partite che non siamo riusciti a vincere contro il Benfica”. E quindi merito a lui ma soprattutto ai giocatori. E poi via, a casa, nella gelida notte di Torino. Più carico che mai a difesa di un gruppo che, giorno dopo giorno, sente sempre più suo.
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