Alohomora è un incantesimo del mondo di Harry Potter usato per aprire porte e serrature, lo stesso che fa McKennie con i suoi inserimenti alla Juve. Spesso aprono le difese e portano al gol, molti sono importanti, come l'ultimo con il Benfica. E l'americano li festeggia mimando la bacchetta del giovane mago. Una grande risorsa per i bianconeri, che possono sempre contare su di lui. Spalletti (e anche i precedenti allenatori) lo ha inserito in tutte le posizioni del campo. Dove lo metti, sta. Non crea mai polemiche e porta armonia al gruppo. Ma non è solo un simpaticone, c'è molto di più. E a dirlo sono le sue statistiche, soprattutto in Champions League, dove è al livello dei campionissimi del passato.
McKennie, un goleador sottovalutato
Spesso con la valigia in mano, ma sempre pronto a disfarla per dare il suo contributo al mondo Juve. I tifosi gli vogliono bene anche per questo motivo. Contro il Benfica da trequartista nel secondo tempo ha fatto la differenza e ha segnato la solita rete che ha permesso ai bianconeri di vivere il finale in modo più sereno. Ma non è la prima volta che capita: da quando veste la maglia della Vecchia Signora ha messo a segno 23 gol (con una media di 0.11 a partita) e 23 assist, superando Pjanic e Rabiot, due che con Madama hanno lasciato il segno, soprattutto il bosniaco. L'americano si trova al 27esimo posto della storia bianconera e ora ha messo nel mirino anche tanti altri che lo precedono. Forse alcuni li potrà prendere al termine della stagione, come Cuadrado che è a quota 26 gol. Per agguantare gli altri invece servirà più tempo e quindi un rinnovo del contratto, che i tifosi sperano di vedere.
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