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Juve-Napoli, la probabile formazione di Spalletti: cosa cambia con Conceicao titolare

TORINO - Godersi nulla, perché lo sguardo è immediatamente proiettato al futuro. Questo è un po’ il senso della vita di Luciano Spalletti che così bene si intreccia con la filosofia Juventus. A ribadire ulteriormente questo, c’è stato anche lo scambio di complimenti con Alessandro Del Piero, dopo la vittoria contro il Benfica. Un momento per assaporare i sorrisi intorno a lui dentro lo spogliatoio dell’Allianz Stadium, una conferma che l’umore generale del gruppo cresce di pari passo con le prestazioni. Smorfie facciali e tabellini che raccontano dello sviluppo della sua Juve: d’altronde, ci ha sempre creduto, scacciando così via dubbi e mugugni. Un momento per godersi i sorrisi e poi, immediatamente, iniziare a pensare alla prossima partita contro il Napoli. Il normale scorrere del calendario di un top club, tempo e impegni passano come un fiume in piena che, rabbioso, se ne frega dei limiti che i sentimenti hanno scavato come un alveo. Amore, affetto, scottature, voglia di rivalsa: va tutto messo da parte, razionalizzato. Il tonfo dell’andata fa ancora male, ma i lividi creano il callo e, soprattutto, insegnano, possono essere ulteriore propulsore alla crescita.

Juve al lavoro alla Continassa: Napoli snodo chiave per la Champions

Dopo la notte di Champions League, la Juve è tornata a lavorare all’interno delle mura della Continassa, il programma è stato il consueto: scarico per chi ha giocato contro i lusitani e lavoro più intenso per il resto del gruppo. Nel mirino c’è la partita contro il Napoli che, al di là di intrecci, corsi e ricorsi, come si diceva, rappresenta soprattutto uno snodo cruciale per il discorso qualificazione alla prossima Champions League. Là davanti si corre forte e un ulteriore passo falso rischierebbe di lasciare la squadra bianconera indietro a inseguire il treno delle prime. Per questo, nei prossimi giorni verranno attentamente misurate le condizioni di tutti gli effettivi in rosa, mentre Spalletti e il suo staff pensano già alla prima bozza di formazione. La “spallettata” c’è già stata in queste settimane: il cambio di modulo e il passaggio al 4-2-3-1, la crescita complessiva e la fiducia all’interno dello spogliatoio che è sempre più gruppo. Una collettività che, rispettosa delle specificità di ognuno, condivide oneri e onori: l’errore di uno come l’errore di tutti, la giocata di uno come la giocata di tutti. Non serve dunque andare troppo in là con il pensiero, rimescolare le carte proprio quando il mazzo sorride.

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