Il piano di riserva di Ottolini
Semplicemente, e pragmaticamente, i suoi dubbi erano rivolti all’effettiva possibilità che la Juve potesse procedere con il suo acquisto in estate. Non aveva ricevuto le giuste garanzie, insomma, nonostante la trattativa fosse proseguita senza intoppi e con reciproca soddisfazione, tanto da considerare l’accordo praticamente definito in ogni aspetto. Ma è il mercato, bellezza. E sono ancor di più le decisioni forti, per le quali occorre obbligatoriamente un carico di convinzione che En-Nesyri non ha trovato in sé stesso, e che la Juventus non ha riscontrato nell’entourage del giocatore. Difficile rimanere ottimisti. Più semplici restare possibilisti. Anche solo come pensiero laterale, da adesso Ottolini potrà sfogliare la margherita delle alternative. Potrebbe tornare di moda Mateta, ad esempio, ma solo se il tempo diventasse un fattore, abbassando perciò le pretese del Crystal Palace. O potrebbe toccare a Zirkzee, pur sondato nei giorni scorsi dai bianconeri, come in fondo Beto che è in uscita dall’Everton. A parte il francese, nessuno aveva realmente convinto il club o Spalletti: incassano una punta di delusione a poche ore dalla sfida più importante.