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Torino, l’umiliazione dei tifosi Il rischio della catastrofe B

L’umiliazione che i tifosi non meritano. Lo sprofondo agonistico di una squadra che si fa palleggiare in faccia e trasforma una partita di Serie A in un blando allenamento per gli avversari. L’imbarazzo per l’imbarazzo dei giocatori del Como che, nei minuti finali, si passano il pallone per non infierire oltre il già deprimente 6-0. L’irritante mancanza di rispetto nei confronti della maglia, della gente, perfino del campionato. Il menefreghismo di chi finge di non comprendere la portata di quattro sconfitte consecutive e il rischio, per nulla remoto, di essere risucchiati in zona retrocessione. C’è una fine alle sofferenze dei tifosi del Toro? Un fondo oltre il quale non è più possibile scavare, scoprendo altri abissi di disonore della storia e disprezzo dell’amore di chi, nonostante tutto e tutti, non abdica alla fede?

Trend pericoloco e fantasmi del passato

Sostengono i saggi del pallone che perdere uno a zero e perdere sei a zero, in campionato, sia la stessa cosa: sempre zero punti vale la sconfitta. Non hanno tutti i torti, ma proviamo ad analizzare la situazione del Torino FC.

Il Torino ha perso otto partite delle ultime undici: il trend, dunque, è di quelli pericolosissimi, perché ha creato una evidente sfiducia nella squadra e il senso di una avvilita rassegnazione che non promettono niente di buono sul fronte psicologico. A Como, per intendersi, hanno sofferto pure le grandi (e qualcuna ci ha pure perso), quindi lo scandalo non è la sconfitta in sé, ma il modo orripilante con il quale è arrivata, con la totale assenza di anima da parte della squadra granata, e il fatto che sia l’ennesima di una serie.

Il Torino sembra trovarsi nella stessa situazione psicoagonistica del finale della scorsa stagione, quando, raggiunta la tranquillità, Vanoli aveva perso il controllo della squadra che aveva iniziato le vacanze con un mese e mezzo di anticipo. Una circostanza che aveva frustrato le già frustratissime illusioni europee dei tifosi, ma non aveva fatto rischiare la retrocessione. Ripetere l’avventurosa esperienza con un intero girone davanti potrebbe costare di più che un calcio al cuore dei tifosi, perché la zona B non è esattamente lontanissima. Anzi. Il Genoa, il Lecce e la Fiorentina, indipendentemente dai risultati, paiono squadre decisamente più vive, convinte e pronte a quella battaglia brutta, sporca e cattiva, altrimenti nota come lotta per non retrocedere.

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