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Napoli ko con la Juve di Spalletti: 3-0, ma l’arbitro nega un rigore agli azzurri

Torino - Il crollo nel finale ha reso troppo pesante la sconfitta (3-0) a Torino del Napoli, messo ko dalla Juventus e pure dall'emergenza. Tante le giustificazioni per gli azzurri, a cui è stato negato un netto rigore nel finale del primo tempo. Ma hanno pesato anche gli errori difensivi commessi da Di Lorenzo e Juan Jesus, che hanno spianato la strada ai gol di David e Yildiz. Per la squadra di Antonio Conte, accolto in maniera ostile dai suoi ex tifosi, si allontana il sogno dello scudetto e comincia la lotta per un piazzamento tra le prime quattro. Intanto però incombe la Champions: mercoledì al Maradona arriva il Chelsea. Bisogna cancellare subito l'amarezza.

Per il Napoli era una sfida tutta in salita a causa dell'emergenza e il record stagionale di indisponibili (11) ha costretto Conte a mischiare ancora una volta le carte, con il ritorno tra i pali di Meret e lo spostamento al centro della difesa di Juan Jesus, con Buongiorno riportato nella sua posizione preferita sulla sinistra. Confermato per il resto l'assetto della trasferta di Copenaghen: catena di destra formata da Gutierrez e Vergara, Spinazzola sulla sinistra e Hojlund unica punta. Questo passa al momento il convento azzurro e la Juventus ha cercato di approfittarne partendo subito molto forte, grazie pure alla spinta molto calorosa dell'Allianz Stadium. Alto ed esasperato il pressing dei bianconeri, che hanno aperto in fretta le ostilità (13') con un tiro cross insidioso di Conceicao. I campioni d'Italia hanno fatto fatica a uscire dalla loro metà campo e da una palla persa da Gutierrez è arrivata la prima grande occasione per Thuram: tiro a giro (19') respinto dal palo. Immediata la risposta di Vergara, che un minuto dopo ha impegnato Di Gregorio con un bel rasoterra. Positivo l'avvio del centrocampista frattese, il più combattivo dei suoi con Juan Jesus.

Il Napoli ha provato a uscire indenne dalla bufera e a recuperare metri, affidandosi alle ripartenze in palleggio di Lobotka e McTominay. Ma la mancanza di peso in attacco ha lo stesso penalizzato gli azzurri, che non sono riusciti a opporsi con efficacia alla seconda ondata della Juventus. Mischia in area, respinta corta da parte di Di Lorenzo e gioco facile sul filo del fuorigioco per David: lasciato troppo solo e pronto ad infilare da due passi Meret (22'). Gli azzurri hanno avvertito il colpo e c'è voluto un miracoloso salvataggio sulla linea di Buongiorno (25', tiro a colpo sicuro di Conceicao) per evitare il tracollo alla squadra di Conte, che però è stata brava a staccarsi dalle corde e ha terminato in crescendo il primo tempo. Clamorosa (40') la doppia trattenuta in area su cross di Gutierrez subita da Hojlund e Vergara: due falli probabilmente da rigore nella stessa azione. Mariani ha lasciato però correre, il Var non è intervenuto e il tecnico leccese si è rivolto in maniera sarcastica ("Non la vai manco a vedere?") all'arbitro, che ha fatto proseguire il gioco. Incandescenti i restanti minuti fino all'intervallo, con lo stadio che si è trasformato in una bolgia.

Tante le difficoltà con cui si è dovuto misurare il Napoli, bravo però a iniziare pure la ripresa con l'atteggiamento giusto. Nessun cambio e chance per Hojlund (10'): tiro di destro a lato da buona posizione. Poi Vergara si è conquistato una pericolosa punizione dal limite, sprecata da Gutierrez. Juventus in sofferenza e primi cambi per Spalletti, mentre Conte ha insistito con gli stessi undici giocatori. Ma gli azzurri hanno cominciato ad accusare un po' di stanchezza e dalla panchina si è dunque dovuto alzare il nuovo acquisto Giovane, gettato nella mischia al posto del modesto Elmas. Subito dopo dentro Beukema per Gutierrez, per avanzare la posizione di Di Lorenzo. Il tentativo di un ultimo assalto è stato tuttavia vanificato da uno svarione in disimpegno di Juan Jesus, che ha regalato in maniera insiegabile il colpo del ko a Yildiz (32'). Gara chiusa in anticipo e ritorno ininfluente negli ultimi minuti per Lukaku, entrato in campo con i suoi compagni ormai demoralizzati. Il finale è stato di sofferenza e deconcentrazione, di cui Kostic ha approfittato (41') per infierire. L'emergenza ha presentato il conto e Big Rom ha sbagliato su assist di Hojlund il gol della bandiera. Mercoledì arriva al Maradona il Chelsea e si fa dura: serviranno nervi saldi e orgoglio per reagire.

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