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Ora chiamatelo Kellyni: dal Lelly Kelly del disastro Motta a pilastro Juve, c'è un segreto. Anzi due

Spalletti e Bremer: gli assist perfetti

L’arrivo di Luciano e il rientro di Bremer sono due assist perfetti per la crescita dell’inglese. Il tecnico di Certaldo lo ha fatto migliorare non solo come braccetto di sinistra in una difesa a tre ma anche come centrale di sinistra quando la squadra si schiera a quattro. Gli ha assegnato dei compiti che sono nelle sue corde, ha inciso sull'aspetto mentale e il ritorno in campo di Gleison lo ha liberato da responsabilità più spinose in marcatura. È diventato ancora più sicuro dei suoi mezzi, deciso nei contrasti, attento negli anticipi e fondamentale in costruzione. Con quelle sgroppate palla al piede che tanto ricordano quelle di un certo Chiellini… Prima di Conte l’ha subito anche Mourinho, che col Benfica era andato a un passo dal portarsi in vantaggio allo Stadium: l’occasione migliore dei portoghesi da due passi (rigore a parte), però, ha trovato l’opposizione di Lloyd che ha di fatto salvato la porta di Di Gregorio oltre a fornire un’altra grande prova difensiva.

Da "Lelly Kelly" a "Kellyni"

Ma è nel 3-0 al Napoli che probabilmente si è assistito a quella che è stata la sua miglior prestazione da quando veste la maglia bianconera: zero disattenzioni, porta inviolata e voto alto in pagella. E i tifosi, di questa crescita esponenziale, se ne sono accorti eccome. Se prima i social erano invasi da paragoni impietosi con Huijsen (che intanto a Madrid sta trovando diverse difficoltà) ora non si fa fatica a trovare una sfilza di elogi. Prima agli occhi di tutti era “Lelly Kelly”, ora invece è diventato “Kellyni”. Quante cose possono cambiare in un anno, eh?

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