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Yildiz convinto dalla rinascita Juve: svolta sul rinnovo, c’è un solo nodo da sciogliere

Vale persino di più della vittoria contro il Napoli. E fa cadere in prescrizione pure il pasticcio legato a Youssef En-Nesyri, considerando la portata dell’argomento. Il rinnovo di Kenan Yildiz fino a giugno 2031 non è mai stato così vicino. Una notizia che proprio dopo il successo della Juve ha iniziato a circolare, anche tra più anime della dirigenza. L’ultimo passaggio ancora da completare è la questione del bonus al momento della firma - che la famiglia intende inserire nell’intesa - ma la parte più consistente della trattativa è ormai in archivio. Come si poteva facilmente immaginare, il viaggio della famiglia a Torino non è stato soltanto di piacere. Così come l’ulteriore incontro della settimana scorsa col club bianconero e l’attuale sosta a Torino: il padre Engin e la madre Beate non sono ancora rientrati a Ratisbona. Era il momento chiave, da parte dell’entourage, per capire quale disegno di Juve del futuro gli avrebbero mostrato. Il quadro descritto da Damien Comolli è stato sufficientemente esaustivo da fugare ogni tipo di dubbio sulle ambizioni.

Il legame con Spalletti

Anche perché Kenan si è fidato di ciò che è successo nelle ultime settimane: l’avvento di Spalletti, il globale miglioramento della squadra e la promessa di continuare senza soste l’opera di costruzione di una Juve sulla scia della versione scintillante del 2026. Quella che ha sì perso 5 punti contro Lecce e Cagliari, ma che ha saputo conquistare tifosi e critica a suon di vittorie e prestazioni. Con Sassuolo, Cremonese, Benfica e Napoli mandate al tappeto, dopo aver già messo in banca alcune fondamentali vittorie nel mese di dicembre contro Pafos, Bologna, Roma e Pisa, quelle che hanno sancito il definitivo cambio di passo. A Yildiz, in questo senso, hanno dato rassicurazioni pure sulla conferma di Spalletti, uno che non ha mai avuto il minimo dubbio sulle qualità del turco. L’ha saputo prendere e gestire. Dalla punzecchiatura di Napoli («anche lui può fare di più»), all’incoronazione urbi et orbi dopo il trionfo dell’Allianz Stadium contro il Napoli («è un extraterrestre, a volte fa qualche errore per vedere se rientra nella normalità, ma non ce la fa: non può diventare un giocatore normale»): in meno di due mesi ha trovato il modo per far breccia nel cuore di Kenan.

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