La cosa buffa è che Edgar Davids non fu un acquisto del mercato di gennaio, anche se ne è diventato il simbolo, il nome che si cita per dimostrare la possibilità di fare un colpo anche d’inverno. All’epoca la seconda finestra della campagna acquisti era a dicembre, quindi tecnicamente il Milan lo cedette alla Juve, rimpiangendo amaramente quella scelta, il 9 di dicembre del 1997, cambiando la storia di quel campionato e facendo diventare l’olandese un simbolo di quella felice era bianconera. E l’esempio con cui si risponde a chi dice: "A gennaio si prendono quasi sempre giocatori mediocri e anche grandi pacchi". "Eh sì, ma Davids…". Che poi non è l’unico e, nella storia recente juventina, c’è un altro giocatore arrivato a gennaio e diventato bandiera: Andrea Barzagli, atterrato a Torino all’inizio del 2011, giusto per finire la disastrosa annata di Delneri e diventare un pilastro della Juve di Conte prima e Allegri poi.
Calciomercato Juve tra pochi soldi e trattative complicate
Insomma, a gennaio non girano solo bidoni. Ma serve fortuna e, di questi tempi, anche i soldi, perché quelli buoni costano. La Juve di soldi ne ha pochi in questo momento (ragione per la quale ha sbattuto il muso contro il prezziario del Crystal Palace per Mateta) e, nelle ultime due settimane, non è stata sfortunata nella pasticciata trattativa per En-Nesyri, il cui procuratore è stato un po’ facilone nel tentativo di accocchiare l’affare.
La ricerca di un centravanti per Spalletti e il nodo Kolo Muani
Così, a sette giorni dalla fine del mercato, la rasserenante gioia per i risultati del campo si mischia all’ansia di trovare un centravanti fisico da dare a Spalletti. Tornare a bussare alla porta di Kolo Muani è tecnicamente una buona idea, anzi ottima, ma considerando come sono andate le cose in estate, pare anche una mossa disperata. Certo, se andasse bene, si avrebbe un’operazione Davids o quasi. Ma se Kolo non te lo danno, davvero vale la pena ravanare nel cesto delle occasioni per trovare un centravanti in offerta speciale da appiccicare all’ultimo momento alla lista degli attaccanti?
Equilibrio Juve e strategia: meglio un campione o nessun intervento
Il dubbio dovrebbe frenare mosse alla Athirson o alla Bendtner (al quale si vorrà bene in eterno, ma non per le performance calcistiche). Perché, se proprio andiamo vedere, alla Juve non manca solo un centravanti “fisico”, ma anche un centrocampista e un esterno destro. Quindi l’eventuale arrivo di un “9” non risolve tutti i problemi di una rosa incompleta. E, soprattutto, perché se non arriva un giocatore che può realmente fare la differenza il rischio è che i vantaggi, pochini, di avere una riserva in più, siano nettamente inferiori agli svantaggi, primo dei quali sarebbe la possibilità di compromettere l’equilibrio del gruppo, magicamente messo in bolla da Spalletti. Il tecnico ha trovato una quadra. Si è inventato ruoli e ha annunciato altre trovate (tra le righe del dopo partita di domenica si è intuito che pensa a un McKennie centravanti, per dire…), ha trovato una squadra sfaldata e ne ha ritessuto l’anima. A questo punto, per i dirigenti della Juventus, ci deve essere una sola stella polare: o si aggiunge un campione o un giocatore realmente superiore rispetto a quelli in rosa, oppure è meglio non toccare niente, non provare ad aggiustare quello che sta funzionando. Magari tenendosi qualche soldo in più per l’estate, quando i campioni serviranno davvero.
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