MONTECARLO (Principato di Monaco) - Il mare è calmo, sembra una tavola. La pioggia e gli yatch ormeggiati e disabitati nel silenzio a pochi metri dallo stadio Louis II, un cantiere aperto per i lavori di ristrutturazione, rendono l’effetto scenico un po’ malinconico. Quadretto tipico d’inverno e la festa di Santa Devota non basta per colorarlo. Negozi chiusi. Il Casinò è distante meno di due chilometri. Spalletti tenta il jackpot con Yildiz, l’alieno da Formula Uno in ballottaggio teorico, alla fine titolare come al solito. In corsa il tecnico deciderà se risparmiarlo. Dipenderà dai risultati. Ultima curva Champions. Serve una bella staccata per spuntarla nel circuito cittadino di Montecarlo. Tre vittorie di fila (Bodø, Pafos e Benfica) hanno rilanciato la Signora, garantendo gli spareggi con un turno di anticipo. Calare il poker significherebbe mettere al sicuro i playoff da testa di serie e giocarsi le residue chances di entrare tra le prime otto. Sembra un azzardo, ma per la matematica non è impossibile. La Juve, quindicesima, dovrebbe scavalcarne sette in classifica, godendo di incroci favorevoli. Sarebbe clamoroso, considerando la falsa partenza di Tudor.
Champions, giornata decisiva
Il Monaco, a proposito di Champions, evoca dolcissimi ricordi. I bianconeri sono arrivati in finale ogni volta in cui hanno fatto tappa nel Principato. È successo nel 1998 (semifinale con Lippi), nel 2015 (quarti con Allegri) e nel 2017 (semifinale di nuovo con Max). I monegaschi vanno male in Ligue 1 e si presentano all’ultima partita dopo il crollo del Bernabeu con il Real Madrid (1-6), ma qui hanno imposto il pari al City e al Tottenham prima di piegare il Galatasaray. A quota 9 punti, senza il desaparecido Pogba, possono andare avanti nel torneo. Occhio al russo Golovin e al gioiellino Akliouche. C’è l’ex bianconero Zakaria. I 90 minuti per la Juve possono valere sino ad un massimo di 15 milioni (2,1 se vince la partita, altri 2 se entra tra le prime otto e 11 per l’ingresso diretto agli ottavi) e spianerebbero il mese di febbraio, da dedicare solo al campionato e ai quarti di Coppa Italia.
Il contratto di Yildiz
Ecco perché Lucio non può rinunciare al suo alieno. Così ha definito Yildiz. "Non riesce proprio a stare nella normalità. È un extra top" la benedizione del tecnico, stregato dal turco. Un cardine. Prima il suo rinnovo, poi si penserà al tecnico, la rotta tracciata da Comolli. C’è stato un ulteriore avvicinamento tra la società, dopo il via libera di Elkann, e la famiglia di Kenan, transitata da Torino. Il contratto scade nel 2029, ma va rinegoziato. Accordo in vista sino al 2031 e sensibile ritocco dell’ingaggio (intorno ai 6 milioni dagli attuali 1,5) per ancorarlo al nuovo progetto e allontanare le pretendenti. Una garanzia in più per Spalletti, entrato nel mondo Juve come un ciclone. Ha risollevato i bianconeri, vuole costruire una squadra degna della tradizione. Impossibile rinunciare a Yildiz, 3 assist e 1 gol quest’anno in Champions, realizzato al debutto con il Borussia Dortmund. Del Piero nel ’98 segnò una tripletta ai monegaschi e firmò un altro gol decisivo al Louis II. Kenan prepara una notte principesca a Montecarlo.
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