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Openda, la profezia di Spalletti per Monaco-Juve e quel risveglio alla Bud Spencer

Il fine giustifica i mezzi. Soprattutto se ti ritrovi a gestire un parco attaccanti numericamente risicato (per via dell’infortunio di Dusan Vlahovic) e sai già che le manovre di mercato difficilmente porteranno - almeno non in questa finestra invernale - all’arrivo di un altro interprete. Spalletti, allora, non spreca tempo a immaginare una Juventus con uno tra Kolo Muani e Mateta al centro dell’attacco. Semmai, si scervella giorno e notte pur di far sì che i suoi bomber si scansino definitivamente dal grigiore tecnico degli ultimi mesi, per instradarsi verso un nuovo capitolo.

Openda frenato e la cura Spalletti

E se per David i primi effetti della cura Spalletti iniziano - pian piano - a venire a galla, non si può certo dire lo stesso per Lois Openda. Nessuna bocciatura preventiva o irreversibile. Nessun addio annunciato, o convivenza di circostanza, forzata. Lucio confida tuttora di poter contare - prima o poi - su quel profilo brevilineo, rapido e spietato, messosi in luce con la maglia del Lipsia, e non più sulla sua mera controfigura. E allora lo sprona con le buone e - quando serve - alla Bud Spencer, nella speranza di combatterne la timidezza. Il belga è irreprensibile per ciò che concerne l'impegno negli allenamenti: il problema risiede un po' nella sua introversione. Ascolta ed esegue, zitto zitto, senza mostrare mai quella dose di cattiveria che è solita albergare nei cuori dei bomber più spietati. Lucio lo vorrebbe, forse, meno bravo ragazzo e più scugnizzo. Caratteristica che al Lipsia non si è mai guardato dal mettere in mostra, guadagnandosi - tra l'altro - le lodi dello stesso tecnico bianconero, in occasione di un Italia-Belgio di Nations League, quando Lucio sedeva ancora sulla panchina della Nazionale.

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