TORINO - Quella di ieri è stata la giornata dei difensori in casa Torino: Tchoca è arrivato in Italia e ha svolto le visite mediche (oggi verrà ufficializzato il suo acquisto), Saul Coco ha invece rinnovato fino al 2029. Il precedente contratto sarebbe scaduto nel 2028, la società granata aveva un’opzione per prolungarlo di un altro anno e ha deciso di esercitare questa clausola con largo anticipo. Tornando a Tchoca, il difensore non potrà essere immediatamente a disposizione di Marco Baroni per via di questioni burocratiche: non avendo un passaporto comunitario, dovrà rientrare in Brasile per sbrigare alcune pratiche riguardanti il permesso di lavoro, poi potrà tornare in Italia e cominciare ad allenarsi con i nuovi compagni con l’obiettivo di riuscire a ritagliarsi più spazio possibile in questa seconda parte di campionato (molto difficilmente ci sarà contro il Lecce). È arrivato in prestito oneroso (1,5 milioni). Se dovesse giocare almeno 10 partite per 45 minuti come minimo scatterebbe l’obbligo di riscatto da parte del Torino (4,5 milioni più uno di bonus). L’infortunio di Ismajli (ne avrà per almeno un mese) potrebbe agevolarlo in questa prima parte di avventura in granata, ma dovrà essere bravo lo stesso Tchoca a guadagnare la fiducia di Baroni.
Chi è Tchoca
Il difensore brasiliano è un giocatore con un fisico importante, è alto 1 metro e 92, è di piede destro, ma nel Corinthians ha spesso giocato anche come centrale di sinistra nella difesa a quattro. Al Torino dovrà però abituarsi a giocare in una retroguardia a tre, ma negli anni in Brasile ha dimostrato di essere capace di adattarsi alle richieste dei vari allenatori con cui ha lavorato. Uno dei più importanti della sua ancora breve carriera è stato Léo Condé, che ha allenato Tchoca al Ceará: quando nel luglio del 2020 si è trasferito in prestito al club di Fortaleza, il difensore non aveva praticamente ancora esperienza nel calcio professionistico e si era messo in luce solamente con l’Under 20 del Cotinthians, con cui aveva vinto la Copa São Paulo de Futebol Júnior. Al Ceará, tra l’altro, faceva coppia in difesa con David Ricardo, che è stato a lungo seguito dal Torino in questa sessione di mercato e che ora si è trasferito in Russia alla Dinamo Mosca. Dopo essere tornato al Corinthians nel 2025, Tchoca ha inizialmente faticato a imporsi e quando ha giocato non sempre è riuscito a brillare, tanto da perdere il posto da titolare.
Come Tchoca ha convinto Petrachi
La svolta per il difensore è arrivata quando, a fine aprile, il Corinthians ha esonerato Ramon Diaz e chiamato al suo posto Dorival Junior che, risultati alla mano, è stato l’altro importante allenatore della sua carriera. Pian piano Tchoca ha scalato le gerarchie in difesa, ha iniziato a giocare con sempre maggiore frequenza mettendosi sempre più in mostra e convincendo ora Petrachi a scommettere su di lui. Tchoca si è tolto anche due soddisfazioni importanti nel 2025, riuscendo ad alzare al cielo il trofeo per la vittoria del Campeonato Paulista e quello della Copa del Brasile. In totale nella scorsa stagione ha collezionato 29 presenze (16 in Serie A, 7 nel Campeonato Paulista, 3 in Copa Libertadores, 2 in Copa de Brasile, 1 in Copa Sudamericana). In aggiunta, una di 45 minuti nelle prime quattro giornate del Campeonato Paulista appena iniziato. Per farsi conoscere ha scelto di non farsi chiamare con il suo nome, João Pedro (molto comune in Sud America), ma di utilizzare il soprannome che aveva ereditato dal padre (ex portiere dilettantistico), per l’appunto Tchoca. In Italia, oltre che per il nome, vorrà però farsi conoscere anche per le proprie qualità.
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato