A un’ora dall’inizio di Monaco-Juventus, Marco Ottolini e Giorgio Chiellini erano a colloquio sul campo del Louis II di Montecarlo. A loro si è avvicinato Luciano Spalletti, quindi l’ha fatto François Modesto, allora si è aggiunto l’ad Damien Comolli. È sembrato un vertice di mercato in piena regola, invece i gesti hanno tradito un po’ le aspettative: il dt, che in questo stadio ha giocato a lungo, era intento a spiegare la conformazione della struttura. L’amministratore delegato - che qui è invece cresciuto -, ha invece rivissuto vecchi ricordi, gli inizi, i passaggi. Sempre cruciali. Tutti chiave. Il prossimo? Sarà capire come andare a riprendere Kolo Muani, e diversamente dalla scorsa estate: ci aveva provato a lungo, ci era quasi riuscito, poi è saltato tutto e non si è sentito esente da colpe.
Kolo Muani, solo Juve
Ecco, ora ha un nuovo round. Lo affronterà in queste ore, quelle che seguono il maxi turno di Champions League e quelle in cui lo stesso giocatore si è mostrato con le dita incrociate, come da “bio” di Instagram, modificata maliziosamente e cavalcando le frequenze con cui si parla del possibile ritorno in Italia. Del resto, se c’è una possibilità concreta che l’affare vada in porto, il merito è proprio di Kolo. Si trova nella stessa situazione di un anno fa. Si è isolato, gioca poco, ha avuto qualche infortunio e fa fatica soprattutto a ritrovare la regolarità, che a Torino è sembrata addirittura scontata. E invece no, scontata non lo era, perché l’ambiente ha fatto la differenza e perché il gruppo è sempre stato un supporto straordinario. Insomma: sarebbe un ritorno a casa in piena regola.
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