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Roma, il fattore Olimpico… di Atene: flop Panathinaikos e la maledizione di Benitez

INVIATO AD ATENE - Atene chiama, Roma risponde. E lo fa con la forza dei numeri, con il peso della storia e con un curioso incrocio di destini che rende l’Olimpico greco tutto fuorché un fortino. È qui, nello stadio che ospita le notti europee del Panathinaikos, che prende forma un paradosso: casa per i verdi, terreno ostile per chi dovrebbe comandarla. E soprattutto, teatro di una piccola grande maledizione che sembra inseguire Rafael Benitez.

Il Panathinaikos, all’Olimpico di Atene, in Europa League ha costruito un cammino fragile, incerto, lontano da qualsiasi idea di dominio. La sconfitta contro i Go Ahead Eagles — quattordicesimi nel campionato olandese — pesa come un macigno, il pareggio contro il Plzen conferma le difficoltà, la vittoria contro lo Sturm Graz arriva ma non convince, macchiata da un gol subito. Il bilancio è impietoso: appena quattro punti conquistati in casa, un rendimento che, tradotto in classifica, collocherebbe i greci addirittura al venticinquesimo posto per rendimento interno nel torneo. Numeri che raccontano uno stadio tutt’altro che intimidatorio.

All’estremo opposto c’è la Roma, che lontano dall’Olimpico di casa si è trasformata in una macchina perfetta. Tre trasferte, tre vittorie. Bottino pieno. Se la classifica di Europa League tenesse conto soltanto delle partite esterne, i giallorossi guarderebbero tutti dall’alto. Personalità, cinismo, solidità: qualità che in Europa fanno la differenza e che rendono la Roma una presenza scomoda, soprattutto in uno stadio dove il Panathinaikos fatica a riconoscersi.

E poi c’è Benitez. E c’è quella parola che torna, inevitabile: maledizione. L’Olimpico di Atene non è solo uno stadio complicato per il suo Panathinaikos, ma anche un luogo carico di ricordi amari per il tecnico spagnolo. Qui, nel 2007, il suo Liverpool vide svanire la Champions League, sconfitto dal Milan di Ancelotti in finale. Un déjà-vu che aleggia, un’ombra che riaffiora. Atene, ancora una volta, sembra non voler sorridere a Benitez. E la Roma, con il suo rendimento esterno impeccabile, lo sa bene: certi stadi parlano. E spesso, raccontano sempre la stessa storia.

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