Che non fosse facile, si era capito sin da subito. Che non ci sarebbe stata possibilità, ecco, la Juve in fondo deve ancora registrarlo. C’è una via di mezzo tra un affare saltato e un altro in bilico: Comolli e Ottolini sono lì, in quella zona grigia. Si aspettano il peggio, ma non smettono comunque di sperare, provare, anche solo tentare di capire se possano esserci ulteriori margini di manovra. C’è un’unica strada, in fondo: quella di far leva sulla volontà del calciatore, innamorato dei colori bianconeri e dell’opportunità di tornare a indossarli. Nemmeno con il Psg, detentore del cartellino, ci sarebbero poi così tanti problemi: la Juventus, dai parigini, potrebbe infatti ereditare lo stesso accordo stipulato con il Tottenham. È con quest’ultimo, semmai, che i conti non sono realmente a posto. Gli Spurs avevano dato giorni fa la propria disponibilità a parlarne: molto sarebbe dipeso anche dalla partita di Champions, definito immediatamente come orizzonte temporale fondamentale.
Ritorno di fiamma
Passata l’Europa, concretizzata la chance di finire tra le prime otto per gli inglesi, si è tornati al tavolo delle trattative. E non è andata bene, per la Juventus, alla quale è stata ribadita la linea richiesta da Thomas Frank, tecnico dei londinesi: tra infortuni, preoccupazioni e un attacco spuntato, il desiderio dell’allenatore era quello di non toccare in alcun modo il reparto offensivo. E l’aver schierato Kolo dal primo minuto è diventato così un messaggio bello e buono, evidentemente rafforzato dal gol siglato dal francese. La legge di Murphy in purezza: se qualcosa può andare storto, siate pur certi che accadrà. Oltre a fare spallucce e a prenderne nota, la dirigenza juventina però ha colto sin da subito l’impossibilità di procedere con sicurezza verso Muani. Pertanto è cominciata la caccia alle alternative, iniziando da chi era stato già sondato in passato. Non si può non passare da Joshua Zirkzee, allora.
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