Spuntati e stanchi, forse per la prima volta dall’arrivo di Spalletti. Poi: lenti, macchinosi, senza un riferimento centrale. La Juve di Montecarlo ha lasciato una scia negativa, per una volta si è creata al di là del risultato: troppo poco, quanto visto al Louis II. E n’è convinto il tecnico in primis: si aspettava delle risposte più sostanziose da parte delle seconde linee, ma nemmeno è parso così sorpreso da quanto visto in campo. Vale un messaggio piuttosto netto a chi gli sta intorno: è questa, la Juventus. Il resto è frutto del lavoro di Spalletti, di una serie di contingenze positive, del vincere che aiuta a vincere. Eh, ma quando non si vince? O si fa più fatica del solito? Emergono con più chiarezza le difficoltà e le mancanze, le stesse che la Juve sta cercando di colmare, iniziando da questi ultimi giorni di gennaio e proseguendo soprattutto con le manovre di quest’estate, quella in cui il grande colpo sarà fatto a centrocampo. Il nome, ecco, non è più una sorpresa: Sandro Tonali è più di un obiettivo. È un sogno a occhi aperti. E per realizzarlo, i bianconeri dovranno fare spazio e convincere tanto il giocatore (più facile) quanto il Newcastle (complicatissimo). Sarà un tormentone, inevitabilmente.
Juve-Kessie: si può!
Mentre rischia di essere molto più breve la strada che porterebbe a un vecchio avversario ed ex compagno proprio di Tonali: Franck Kessie, il Presidente. L’ivoriano è in scadenza di contratto con l’Al Ahly e ha ricevuto una proposta di rinnovo, che al momento non considera. Kessie vorrebbe infatti tornare in Italia, dove si è trovato benissimo e dove vorrebbe recuperare quelle sensazioni da grande calcio. La Juventus gliele garantirebbe. Oltre a un ruolo di primissimo ordine, facendolo sentire cruciale, a maggior ragione dopo le rassicurazioni arrivate dai report fisici richiesti nelle scorse settimane. Un altro nome a centrocampo potrebbe poi diventare Schlager, in uscita dal Lipsia, anche lui a parametro zero: regia e ordine, qualità e percentuali di precisione passaggi ben al di sopra delle solite medie. Piace, e un’offerta può arrivare a breve, seguendo un po’ il percorso di Marcos Senesi, difensore centrale pronto all’addio al Bournemouth, al quale Ottolini è pronto a garantire un quadriennale da 3 milioni di euro pur di vincere la concorrenza dei club spagnoli e le prime sirene dalla Premier League.
Juve, la fiducia non basta
Anche qui: c’è fiducia. Ma la fiducia, da sola, non basta. E l’ha confermato pure l’umore di Spalletti nell’ultimo periodo, in cui l’attesa per la punta ha acuito qualche incertezza sul momento. È un problema, in fondo. E va risolto. Magari, garantendogli la certezza di un nome grosso, grossissimo, in vista della prossima stagione, quella che dovrà portare la Juve da una dimensione nazionale a una più internazionale, senza naturalmente perdere di vista l’obiettivo scudetto, che inizia a mancare da troppo tempo. Uno alla Bernardo Silva, per intendersi. Uno capace dunque di poter cambiare drasticamente gli orizzonti e le possibilità di successo. Uno di qualità, sopra ogni altra cosa. La Juventus ha fiutato la chance tempo fa. Sta cercando di capire i margini. Come mille altre volte: affonderà il colpo, però solo se potrà.
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