Era lecito aspettarsi la sua presenza in tribuna per Juventus-Napoli. Per il momento che stava vivendo la squadra, per l’importanza della partita e pure per l’infinito duello col grande ex Antonio Conte. John Elkann c’era, infatti, insieme al figlio Oceano. Ed è sceso negli spogliatoi al fischio finale, dopo il trionfo di Yildiz e compagni, per congratularsi con la dirigenza, con Luciano Spalletti e con ogni singolo giocatore. Strette di mano per tutti, a testimoniare l’entusiasmo. A certificare l’umore della proprietà, che si sta facendo trascinare dalla stagione. Elkann raramente si lascia andare pubblicamente. E si possono contare sulle dita di una mano le occasioni in cui supera i sacri confini dello spogliatoio. Se lo fa, poi, è solo per portare complimenti e buone notizie. L’amministratore delegato di Exor sta coltivando il rapporto con Spalletti giorno dopo giorno. Un’intesa nata in poco tempo e che si è sviluppata in maniera dirompente. Non è stata casuale la presenza di John a Montecarlo per la sfida contro il Monaco. Senza dubbio la partita meno importante di questo periodo, eppure la proprietà era presente. Anche per garantire il totale sostegno all’allenatore, in un periodo in cui le distrazioni del mercato possono condizionare gli umori.
Juve, Lucio aspetta (e spera)
In quest’ottica, il punto di vista di Lucio è fin troppo chiaro. Sta aspettando un attaccante. Ha sperato in Mateta, ha quasi toccato con mano En-Nesyri, ha covato l’auspicio di poter abbracciare Kolo Muani e al 30 gennaio si ritrova con lo stesso parco attaccanti del 2 gennaio, il giorno in cui si è aperto il sipario della finestra invernale. Spalletti sta friggendo, sì. Non alza la voce con nessuno, non perde nemmeno un secondo del proprio tempo per lavorare a fondo sul materiale umano e tecnico a disposizione, ma spera in una scossa. In una novità che non sta arrivando. Persino Daniel Maldini, per il quale aveva espresso un parere positivo, è finito alla Lazio. Roma, Napoli e Milan si sono mosse sul mercato, la Juve no. E la corsa Champions prosegue senza soste. All’allenatore nessuno ha fatto promesse, a dire il vero: si sapeva sin da fine ottobre che gennaio sarebbe stato il mese della creatività. Marco Ottolini ha dormito molto poco, perché riuscire a trovare giocatori in prestito con diritto di riscatto è una missione impervia, che rischia di confinare ogni mossa alle ultime 72 ore, quelle della disperazione.
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