Non solo Kolo Muani
La Juve aspetterà anche fino a dopodomani un’eventuale svolta che riguardi Kolo Muani. Col Psg, infatti, il dialogo è vivo e proficuo, a differenza del binario morto col Tottenham. E se non dovesse farcela? Probabilmente rimarrà a mani vuote, a meno che non si punti su un disperato assalto a Joshua Zirkzee. Profilo che piace a Spalletti, sebbene non abbia le caratteristiche propriamente adatte alle esigenze del tecnico, che finora è riuscito a tirare fuori qualcosa solo da David. Da Openda, invece, solo buio o quasi. Anche in questo caso, si tratterebbe di un prestito secco o al limite verrebbe inserito un diritto di riscatto: nulla che leghi mani e piedi la Juve a giugno. I contatti con l’entourage dell’olandese proseguono. Il margine di manovra di Ottolini è limitato in termini economici. E anche le residue idee stanno finendo.
L'ipotesi Morata
Si è persino fatta strada, per ora senza riscontri ufficiali, la clamorosa ipotesi di un terzo capitolo di Alvaro Morata in bianconero. Ma bisogna parlare col Como per interrompere il prestito e col Milan per farselo girare con la stessa formula. Insomma, bisogna attrezzarsi per un miracolo a meno di 72 ore dal gong. C’è poco tempo e Spalletti incrocia le dita. Ormai con poca convinzione, ma attende. Kolo Muani lo accontenterebbe, perché lo potrebbe anche utilizzare da esterno. Ha una duttilità gradita e non c’è bisogno di “aspettarlo”: è come se non fosse mai andato via, per le tracce che è riuscito a lasciare l’anno scorso in pochi mesi, sia con Thiago Motta che con Tudor. L’altra beffa della serata di ieri di Spalletti? Aver visto titolare Daniel Maldini al centro dell’attacco della Lazio. Avrebbe apprezzato l’approdo del figlio di Paolo, perché utilizzabile in più posizioni del reparto offensivo. Ora ne beneficia Sarri. Lucio non può che restare concentrato su ciò che succede alla Continassa. Poi, se Kolo Muani dovesse varcare i cancelli del centro sportivo, lo abbraccerà. Incredulo.
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