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Il Galatasaray 'schiera' la Serie A e prepara l'inferno: Juve avvisata e c'è un dato che spaventa

Ha cambiato più volte denominazione per ragioni di sponsor, ma i tifosi “Cimbom”, così sono soprannominati quelli – caldissimi – del Galatasaray, continuano e continueranno a chiamare sempre “Ali Sami Yen” il loro ribollente stadio nella parte europea di Istanbul. Altro che Rams Park o Türk Telekom Arena... Un po’ come il “Giuseppe Meazza” che i sostenitori di Inter e Milan chiamano sempre San Siro. Un impianto che si trasforma in una bolgia infernale, un ambiente intimidatorio per via di bengala, torce e fumogeni tutti color rosso fuoco accesi di continuo sugli spalti. I tifosi turchi intonano canti assordanti fra cui il celebre motto-monito urlato a squarciagola “Benvenuti all’Inferno”. Del resto l’Ali Sami Yen è sempre stato soprannominato “Cehennem” che significa, appunto, Inferno. Atmosfera da girone dantesco... I fans giallorossi detengono anche il record mondiale (ufficioso) di decibel generati: 131. Per fare un confronto, basti pensare che un quadrimotore a reazione tipo il potente Airbus A380-800 arriva a superare di poco i 120 decibel mentre un frastuono oltre livello 130 significa oltrepassare addirittura la soglia del dolore acustico. In questo scenario il prossimo 17 febbraio è attesa la Juventus nell’andata del playoff di qualificazione agli ottavi di Champions League. Contro la capolista del campionato turco (3 punti di vantaggio sui rivali cittadini del Fenerbahçe dopo 19 giornate su 34, le squadre sono 18) nonché campione in carica (Süper Lig conquistata l’anno scorso con 11 lunghezze davanti al “solito” Fenerbahçe). A parte il tifo sugli spalti, in squadra c’è tuttavia poco di turco. Nel senso che la rosa pullula di stranieri e molti di loro (7 incluso l’allenatore) sono ex protagonisti della nostra Serie A cominciando dalla stella nigerina Victor James Osimhen, 27 anni, strappato al Napoli la scorsa estate per 75 milioni.

Osimhen brilla, Icardi non teme il tempo

Reduce da un bruciante eliminazione ai rigori nella semifinale della recente Coppa d’Africa, l’ex azzurro è sempre brillante sotto porta: 6 reti in altrettante partite della League Phase di Champions e 7 gol in 13 gare nella prima parte di campionato nonostante la lunga assenza per volare in Marocco e disputare come detto la rassegna continentale per nazioni del Continente Nero dove ha firmato 4 gol in 6 match. Totale 17 marcature in 25 incontri. E al fianco di “Osi” ci sarà un’altra vecchia conoscenza della Serie A, quel Mauro Icardi che continua a perforare i portieri a dispetto dell’età che avanza (compirà 33 anni due giorni dopo la prima partita contro la Juve). L’italo-argentino ha messo a segno finora 9 gol in 18 partite di campionato anche se in Champions è ancora a secco. Entrambi sono stati allenati dal tecnico juventino Spalletti, con sentimenti (e risultati) contrastanti. Felicità e rabbia. Trascinato dai gol a raffica di Osimhem (26 in 32 presenze di campionato), “Lucio” ha riscritto la storia a Napoli riportando lo scudetto che sotto il Vesuvio non si vedeva più dai tempi di Maradona.

La Juve ritrova Lemina

Al contrario il rapporto fra Icardi e Spalletti all’Inter si concluse – dopo un ottimo inizio – nel peggiore dei modi: rottura e separazione. L’allenatore fu costretto a togliergli la fascia di capitano per darla ad Handanović a cause delle avventate dichiarazioni della sua ex compagna e procuratrice Wanda Nara. E più volte il mister di Certaldo affermò che “era la debolezza di Mauro”. Fra gli altri “ex” della Serie A c’è anche un ex juventino: il centrocampista franco-gabonese Mario Lemina, 32 anni, che – acquistato dall’OM – vestì il bianconero dal 2015 al 2017. E ancora il difensore ex granata Wilfriend Singo (al Toro dal 2019 al 2023: per l’ivoriano sarà di nuovo derby), il piccolo ma instancabile mediano Lucas Torreira, ex Sampdoria e Fiorentina, ma soprattutto ex Arsenal e Atlético Madrid e il recentissimo acquisto (in prestito) Noa Lang, ex PSV, attaccante olandese-surinamese bocciato da Conte dopo soli 6 mesi a Napoli. Quanto all’allenatore, Okan Buruk, leggenda del “Gala”, dal 2001 al 2004 giocò nell’Inter. Attenzione infine al fantasista Leroy Aziz Sané, nato in Germania da padre senegalese e madre tedesca. Ex Manchester City e Bayern, è in grado di spaccare le partite con le sue giocate di puro estro.

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