Alla vigilia della trasferta di Parma, Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa per presentare il prossimo impegno della Juventus, reduce dalla vittoria interna con il Napoli di Conte e dal pareggio di Montecarlo contro il Monaco, spaziando dalle scelte di formazione alle tante partite in calendario, fino alla sorteggio che ha definito che nei playoff di Champions sarà sfida contro il Galatasaray di Osimhen.
Spalletti: "Tante partite? Bisogna aumentare il riposo"
Così Luciano Spalletti in conferenza stampa in vista di Parma-Juve: "È chiaro che ora avremo il periodo tutto d'un fiato e tutte queste partite così ravvicinate. Bisogna trovare un po' le soluzioni. Prima si giocava ogni sette giorni, ci si allenava tutti i giorni con un giorno di recupero. Ora bisogna cambiare un po' di cose: la scelta di non andare in ritiro è anche per questo motivo, per avere più spazi, perché bisogna aumentare il riposo. Per me quella è la soluzione. Ora c'è gara, il giorno dopo recupero attivo perché diventa fondamentale per chi gioca e per chi non gioca con la simulazione partita. Poi, riposo o allenamento invisibile, perché se stacchi completamente non ce la fai a recuperare. Quindi gara, allenamento con recupero attivo, allenamento invisibile e poi preparazione alla gara. E poi subito di nuovo gara. Oggi c'è la preparazione alla gara di Parma e ieri abbiamo fatto questo allenamento invisibile".
Spalletti: "Sono come la mia squadra gioca"
Spalletti è poi tornato sulla gara a Montecarlo contro il Monaco: "Abbiamo delle conoscenze nuove che ci possono servire per il futuro. Nell'ultima partita non abbiamo fatto benissimo, una partita molto normale, ma può succedere nel calcio. Mi aspetto però che ci sia subito una reazione rispetto a quella che è stata la partita di mercoledì. Questa fase di normalità non c'è più nemmeno dentro le partite. C'è la fase di difesa e di attacco, ormai andrebbe cambiato il concetto di fase di possesso e non possesso. C'è questa fase di caos in cui bisogna adattarsi alle turbolenze che ci sono dentro le partite. La voglio rivedere così la squadra: magari subisce qualche situazione di ripartenza perché vuole andare a far gol, ma non così tranquilla come è stata l'altra sera a Montecarlo. Vivo un po' la mia vita come la squadra gioca in campo, io sono come la mia squadra gioca. Sono così anche nella vita. Si va e si va sul muso di chiunque si ha davanti".
Yildiz e il Del Piero pensiero
Su Yildiz e le punizioni: "Sì, perché il piede è quello lì. Si tratta solo di fare la conoscenza a quel livello lì. Può farlo, certo, altrimenti che alieno sarebbe. Abbiamo anche altri tiratori ovviamente, ma per Yildiz è giusta la considerazione. Non solo per il Del Piero pensiero, ma per una completezza che bisogna avere come squadra. Quel dettaglio a fine anno ti porta punti, sia come punizioni dirette sia come calci d'angolo sia come punizioni laterali". Non c'è tempo per fermarsi: " Io stanco? Secondo me no. Io entro in questa situazione delle tante partite come un periodo bellissimo. Il mio mondo, tutte partite, tutte situazioni da sviluppare velocemente, è quello che mi ci vuole. Un pochino ossessionato lo sono. Ma per quanto riguarda il calcio, stancarmi la vedo dura. Mi stanco se la mia squadra non va avanti, se la mia squadra non fornisce delle cose nuove, non va avanti con quella che è la fantasia, la voglia di scoprire cose nuove. Se vedo che la mia squadra si adagia un po', si appiattisce, allora mi stanco. Solo quella è la cosa che mi fa un po' innervosire, di conseguenza poi diventa più difficile dare l'input successivo, dare cose ancora nuove. Bisogna andare ad acchiapparle troppo velocemente per i motivi che si diceva prima. Mi piace questo periodo in cui si sta per entrare e vorrei farlo piacere anche ai miei calciatori".
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