La Juventus piazza un colpo a sorpresa nelle battute finali del mercato invernale, assicurandosi Jeremie Boga. L’esterno offensivo francese arriva dal Nizza con la formula del prestito con diritto di riscatto, fissato intorno ai 5 milioni di euro. Un’operazione nata nelle ultime ore e chiusa rapidamente, con il giocatore già a Torino per sostenere le visite mediche. Per Boga si tratta di un ritorno in Serie A dopo le esperienze con Sassuolo e Atalanta. Un trasferimento che va oltre il campo e assume il sapore di una rinascita personale. Alle spalle, infatti, ci sono mesi durissimi, segnati da un episodio traumatico che lo ha allontanato dal calcio giocato ed è la risposta alla domanda dei tifosi del perché non giocasse dal 30 novembre.
Cos’è successo a Boga a Nizza
La vicenda che ha cambiato la stagione di Jeremie Boga risale al rientro dalla trasferta di Lorient, persa dal Nizza in un momento delicato del campionato. Al ritorno in città, la squadra è stata accolta da centinaia di ultrà, protagonisti di una contestazione violenta e fuori controllo. A farne le spese soprattutto due giocatori: Boga e Terem Moffi. I due sarebbero stati colpiti fisicamente, riportando colpi alla testa e bersagliati da sputi, oltre a subire insulti pesanti, anche di matrice razzista. Un’aggressione scioccante che ha fatto rapidamente il giro del mondo. Un episodio che ha lasciato segni profondi e che ha sollevato interrogativi seri sulla sicurezza garantita dal club ai propri tesserati.
Perché Boga non gioca dal 30 novembre
Dopo quell’aggressione, a Jeremie Boga sono stati prescritti cinque giorni di ITT, una prognosi di inabilità temporanea al lavoro. Le conseguenze non sono state solo fisiche, ma soprattutto psicologiche. Da quel momento, il giocatore non è più sceso in campo, fermandosi di fatto dal 30 novembre. Boga e Moffi hanno deciso di sporgere denuncia contro i responsabili, aprendo una battaglia legale che ha coinvolto anche il club. I due calciatori hanno chiesto la risoluzione dei contratti nel corso di una riunione del comitato legale della Ligue 1. Un tentativo di conciliazione non andato a buon fine, con le posizioni di club e giocatori rimaste distanti. Il Nizza ha sempre sostenuto di non aver avuto responsabilità in termini di sicurezza.
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