CREMONA - Quando Emil Audero - tra l’altro vice Sommer nella stagione della seconda stella (in nerazzurro quell’anno ha vinto pure una Supercoppa di Lega) - dopo tre minuti e dodici secondi dall’inizio del secondo tempo è stramazzato a terra, per qualche istante si è pensato al dramma. A stordirlo fino a farlo stramazzare a terra un petardo piovuto giù dal settore ospiti, popolato da 2.436 tifosi interisti, che già a inizio partita avevano fatto esplodere un altro paio di bombe carta. Oltre ai giocatori dell’Inter, guidati da capitan Lautaro, si è fiondato sotto la curva pure Cristian Chivu cercando di calmare i tifosi (a fine partita la squadra, dopo la vittoria, non è andata come di consueto a salutare "perché - ha ammesso Alessandro Bastoni - sono cose che non appartengono al mondo dello sport e vanno condannate"). Per fortuna di tutti il portiere della Cremonese, anche se visibilmente intontito e con una bruciatura sulla gamba, si è rialzato dopo nemmeno due minuti e la gara ha potuto proseguire: dagli altoparlanti è partito l’annuncio da prassi per invitare i “tifosi” a non reiterare il gesto però l’episodio, comunque gravissimo, non ha avuto altri strascichi.
Inter, le parole di Marotta
Da applausi il comportamento tenuto dal presidente Marotta che immediatamente dopo il fischio finale si è fiondato davanti alle telecamere per stigmatizzare in modo durissimo l’episodio: "Gesto insulso, una situazione che non ho mai vissuto. Gesto clamoroso per antisportività, so che le autorità stanno facendo le loro indagini e arriveranno di certo ai responsabili. C’è condanna esplicita e concreta da parte di tutta l’Inter per quanto accaduto. Abbiamo il dovere di fare cultura, prevenire queste situazioni. Condanniamo questo gesto straordinario, grazie alla professionalità di Audero perché questa partita è potuta giungere alla fine". Il responsabile sarebbe già stato individuato: si troverebbe in ospedale perché ha perso due dita (un altro petardo gli sarebbe esploso tra le mani). L’individuo apparterrebbe a un Inter club dell’Emilia Romagna e avrebbe rischiato un mezzo linciaggio da parte degli altri tifosi: presto si dovrebbe procedere all’arresto. Il fatto che la società si sia immediatamente smarcata non salverà gli interisti dalla scure del giudice sportivo: al di là della maximulta (che può arrivare fino a 50.000 euro) è concreto il rischio che possa essere chiuso il settore del Meazza abitualmente popolato dagli ultrà nerazzurri: sanzione che potrebbe fare doppiamente male perché la prossima gara casalinga dell’Inter sarà proprio contro la Juventus. Possibile pure il divieto di una o più trasferte.
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