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Yildiz, McKennie e Spalletti: Comolli, perché i rinnovi Juve contano più del mercato amaro

TORINO - Finisce un mercato, se ne apre un altro. Se possibile più importante, perché riguarda la Juve che verrà. Perché fornirà una fotografia reale della squadra che si presenterà ai blocchi di partenza l’anno prossimo. È certamente rimasto in bocca l’amaro per non aver arricchito la rosa di un attaccante con le caratteristiche richieste dalla parte tecnica, ma è già necessario guardare avanti. L’agenda di Damien Comolli è fitta di impegni, che riguardano in particolare tre situazioni scottanti. Anzi, fortunatamente due e mezzo: i rinnovi di Kenan Yildiz, Weston McKennie e Luciano Spalletti. I veri colpi per il futuro, i tre uomini sui quali dovrà poggiare la Juve di domani. Per quanto riguarda il turco, in realtà, è già tutto apparecchiato: ormai la firma sul prolungamento è un dettaglio solo da smarcare. L’intesa è stata trovata praticamente su tutto, in particolare sulla cifra dell’ingaggio: 6 milioni di euro all’anno come Jonathan David. Una mossa che renderà Yildiz il giocatore più pagato della rosa della prossima stagione, vista e considerata la situazione di Dusan Vlahovic, destinato a lasciare la Continassa da free agent.

McKennie più unico che raro

Rimanendo sul campo, però, resta un tassello chiave da sistemare: il prolungamento di Weston McKennie. L’urgenza più impellente di tutte. Con i gol, gli assist, le prestazioni e la duttilità più unica che rara in Europa sta attirando l’attenzione di tantissimi club. In Premier League, ma anche in Liga e in Serie A. La settimana prossima inizia l’opera di ricostruzione dei rapporti tra la Juve e l’entourage. I bianconeri non sono in una posizione di comfort: di potenziali parametri zero forti come lo statunitense ce ne sono pochissimi. E anche per lui, ormai, il club è entrato nell’ordine d’idee di riservargli un trattamento da top player. Attualmente ha un ingaggio da 2.5 milioni di euro netti a stagione. Il McKennie della versione spallettiana ne può chiedere persino di più, facendo leva su una continuità di rendimento notevole finora. La Juve valuta questo scenario, ragionando con una nuova scadenza nel 2028.

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