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Dalla Juve al call center: la meteora che nessuno ricorda, neanche voi. Deniz, non fare come lui...

Esad Deniz è solo l'ultimo in ordine cronologico ad aver percorso la rotta da Amsterdam a Torino. Oltre ai noti Ibrahimovic, Van Der Sar e Grygera, ad esser sbarcato sotto la Mole provenendo dal florido settore giovanile dell'Ajax è stato Sergio De Windt. L'avventura in bianconero dell'olandese di origine surinamense in effetti è durata pochissimo e con la prima squadra non ha mai raccolto nemmeno una presenza, finendo poi per appendere gli scarpini al chiodo.

De Windt a Torino: poco campo e tanti eccessi

De Windt giunge a Torino sotto consiglio di Edgar Davids e tale Robert Geerlings: avvocato dell'ex Milan e amico stretto dell'agente del ragazzo, all'epoca ancora minorenne. De Windt sceglie quindi di approdare in Italia saltando di fatto il battesimo con la prima squadra dei Lancieri, nonostante l'allora direttore generale dell'Ajax Co Andriaanse lo avesse incensato come futuro protagonista del club biancorosso. Ad Agosto era stato inoltre convocato con l'under18 degli Oranje, che poteva vantare giovani promesse come Heitinga, Huntelaar, Mathijsen e Greene. L'olandese arriva per 8 miliardi di lire in una Juventus che può contare su giocatori del calibro di Del Piero, Zidane, Trezeguet, Ferrara, Montero e Conte tra gli altri.

Dai complimenti di Ancelotti ai saluti

Al ritiro estivo si fa notare per il suo impegno, tanto che riceve i complimenti di mister Ancelotti. Il suo esordio De Windt lo compie nel Trofeo Birra Moretti contro l'Inter, subentrando a Maietta al 37esimo. Purtroppo per lui, quella rimarrà la sua unica presenza in bianconero. Le 'migliori' prestazioni il ragazzo di Amsterdam le compie fuori dal campo. Sono molti gli eccessi che gli costano i rimproveri della dirigenza juventina. Al termine della sua prima stagione in Italia, l'ex Ajax si infortuna al ginocchio, optando per rientrare in Olanda per curarsi. Al suo ritorno a Torino però ad aspettarlo non trova Ancelotti - esonerato dopo il secondo posto - bensì Lippi, che necessita di ottenere risultati immediati e non può permettersi di aspettare un ragazzo ancora acerbo, reduce da un infortunio e con una nomea fuori dal rettangolo verde per nulla rassicurante.

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