**Altro giro, altra corsa, altro fattaccio, altra polemica**. Dopo il caos che si è, giustamente, scatenato sabato scorso, dopo la decisione di La Penna di espellere ingiustamente Kalulu per doppia ammonizione in Inter-Juventus, mercoledì sera, nello stesso luogo, ovvero all'interno di San Siro, è andata in scena un altra immagine che non avremmo voluto né vedere né commentare, che ha reso protagonista, in negativo, il tecnico del Como, **Cesc Fabregas**. Al netto delle scuse del diretto interessato nel post gara, e ai toni altissimi nella discussione tra l'allenatore spagnolo e Massimiliano Allegri, **ciò che è accaduto durante la partita Milan-Como non può essere accettabile e la decisione del giudice sportivo di non prendere provvedimenti è tanto vergognosa quanto clamorosa**. Dire che lo stesso giudice sportivo non sia stato aiutato dal referto dell'arbitro non può bastare a giustificare la scelta di lasciare impunito il tocco di Fabregas sulla spalla di Saelemaekers durante un azione di gioco della partita tra i rossoneri e i lariani. Perché facendo in questo modo si è aperto un precedente molto pericoloso, e le parole di Allegri nel post gara assumono tutto un altro significato.
**Il tecnico del Diavolo ci aveva scherzato su**, dicendo che la prossima volta si sarebbe buttato in scivolata contro un avversario, ma del resto il detto "Arlecchino si confessò burlando" non è stato creato a caso, e dietro al sorriso dell'allenatore del Milan c'era anche una sorta di fondo di verità o quantomeno di speranza che il gesto di Fabregas non restasse impunito. Così non è stato e **cosa succederà dunque la prossima volta che un allenatore si permetterà di fare una cosa simile a quella fatta dal tecnico del Como? La scelta del giudice sportivo ha creato un precedente pericolosissimo e con che coraggio potrebbero essere prese decisioni diverse in altri casi analoghi?** La palla è in mano solo e soltanto agli allenatori, che dovranno utilizzare il buon senso e far finta che non sia successo assolutamente niente durante Milan-Como.
Spostando poi l'attenzione sulla due giorni di Champions League che abbiamo vissuto durante questa settimana, con tre debacle clamorose da parte di Juventus, Inter e Atalanta, il pensiero, analizzando i ko delle prime due, non può che tornare al clamoroso caos che si è scatenato a partire da sabato sera per il cartellino rosso dato, ingiustamente e con un chiarissimo errore di La Penna, a Kalulu. Tutte le polemiche dei giorni precedenti alle partite contro Galatasaray e Bodo/Glimt quanto possono aver inciso nei disastri europei di Juve e Inter? La sensazione è che la risposta a questa domanda sia “molto”. Prima le dichiarazioni post gara, poi i commenti della domenica, fino alle parole di Marotta e Spalletti di lunedì e le scuse di Bastoni arrivate martedì. Troppo tempo “perso” dietro a episodi del passato e poca concentrazione su quello che sarebbe stato il futuro legato ai playoff di Champions League, con il risultato che è stato terribile.
Tutto questo serva da insegnamento, perché la prossima settimana le imprese legate alle rimonte non saranno impossibili ma molto molto difficili, specialmente per i bianconeri, e magari gestendo le cose in modo diverso le cose sarebbero state differenti oggi. Tornare indietro è però impossibile e allora sarà il caso di guardare solo avanti, per evitare nuove figuracce a tutto il calcio italiano sotto gli occhi di tutta Europa.