A confronto
Come viene calcolata questa cifra? Semplice: moltiplicando l’ingaggio giornaliero dei tesserati con il numero di giorni di assenza. Una fotografia nitida del talento pagato ma non utilizzabile. Solo nella scorsa stagione - per intenderci - gli infortuni sono costati alla Juventus 16.75 milioni di euro (16.24% del costo totale della Serie A), con una media di 24 giorni di infortunio, davanti ai 20 e 13 di Milan e Inter. A incidere sul costo complessivo è la tipologia stessa degli infortuni: quelli di natura muscolare, infatti, per quanto frequenti presentano una gravità media limitata (15 giorni) e un costo - dunque - più sostenuto. Più gravi e onerosi, invece, quelli che riguardano traumi “ossei”, o che interessano i legamenti, per i quali si registra un recupero medio di 54 giorni.
Affaticamenti e problemi muscolari
La Juve, nell’epoca recente, ha fatto l’en-plein in questo senso tra Bremer, Cabal, Gatti e Vlahovic. Darren Burgess, il nuovo guru della performance atletica, è stato preso proprio per questo: per far segnare una cesura netta con il modus operandi delle precedenti stagioni, limitando al minimo il numero di infortuni stagionali. Eppure, la sua mano, a distanza di cinque mesi dal suo arrivo, sta tardando a palesarsi, dal momento che l’85% dei ko registrati dai bianconeri sono tutti di natura muscolare, tra affaticamenti e lesioni vari a polpacci e adduttori. Urgono rimedi, e alla svelta, anche perché finché quel corridoio di cui parlavamo prima resterà in balio del traffico, la vera rivoluzione bianconera - quella a cui auspicano tutti, a cominciare da Luciano Spalletti - tutto potrà dirsi fuorché compiuta.
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus