Il pensiero di Marino
Anche Pierpaolo Marino sa perfettamente da quali giocatori dovrebbe ripartire la Juve: «C’è già uno zoccolo duro presente: penso a Bremer, Kalulu, Cambiaso, Locatelli, Thuram, Koopmeiners, Miretti e Yildiz. Sono tutti giocatori fondamentali, intorno a loro va allestita una realtà che possa crescere. Non ritengo che serva una rivoluzione». La rosa del prossimo anno dipende anche dai destini di McKennie e Vlahovic. Rispetto all’opinione di Sabatini, Marino ha una versione differente: «Il texano va tenuto: è cresciuto tantissimo, è duttile, Spalletti ha saputo valorizzarlo e oggi è un giocatore indispensabile a prescindere dal ruolo nel quale viene impiegato. Per Dusan, invece, ad osservare la situazione da fuori mi pare un capitolo chiuso: mi meraviglierebbe se la Juve si aggrappasse a lui».
"David e Openda, non mi fiderei"
Marino individua dei nomi per alzare il livello complessivo della squadra: «Carnesecchi in porta e Tonali a centrocampo sono giocatori che migliorerebbero sensibilmente la rosa. Sono forti, l’hanno già dimostrato, hanno uno spessore tecnico ideale per inserirsi al meglio». In generale, però, il dirigente ha un chiodo fisso in testa: «Sarebbe assurdo buttare via il lavoro di Spalletti di questi mesi. Sembrerebbe strano sprecare tutto. Pensiamo alla partita contro l’Inter: le attenuanti sono tante, lo sappiamo benissimo, basti ripensare alla scena dell’espulsione di Kalulu. Solo quella contro il Galatasaray è stata una serata storta. Per me Lucio merita la conferma, non mi faccio influenzare da una brutta sconfitta. Ci sono tanti giocatori rilanciati, cambiare di nuovo allenatore significherebbe aver perso del tempo prezioso». Cosa manca alla rosa per competere? Marino si espone: «Davanti non mi fiderei di David e Openda. Non è difficile capire che cosa serva per competere per vincere: un giocatore di spessore per reparto. Non tanti di più: pochi, ma buoni. Molto buoni. Mancano 3/4 campioni, in sostanza».
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