**Dal 2021 a oggi nessun club di Serie A ha pagato un prezzo così alto agli infortuni come la Juventus**. Non solo in termini tecnici, ma anche economici. Come evidenzia Tuttosport, i bianconeri guidano una speciale - e poco invidiabile - classifica legata al costo complessivo dei giocatori finiti ai box nelle ultime cinque stagioni.
Sul piano sportivo, le assenze hanno eroso identità, continuità e rotazioni. Su quello finanziario, hanno inciso pesantemente su investimenti importanti. Basti pensare a **Douglas Luiz,** acquistato per circa 50 milioni e con un ingaggio da 5 milioni annui più bonus: nella scorsa stagione è rimasto fermo 111 giorni, saltando 18 partite. O a **Dusan Vlahovi**c che, dopo essere tornato centrale nel progetto a suon di gol, si è fermato contro il Cagliari per una lesione di alto grado all’adduttore sinistro: uno stop stimato in circa 100 giorni e oltre 20 gare saltate. Senza dimenticare **Milik**, rientrato dopo oltre un anno e subito costretto a un nuovo stop.
Secondo la quinta edizione dell’Howden’s Men’s European Football Injury Index, **negli ultimi cinque anni la Juventus ha sostenuto il costo stimato più alto del campionato per i propri indisponibili: 97,71 milioni di euro complessivi, quasi 20 a stagione**. Non si tratta di una voce diretta a bilancio, ma della stima ottenuta moltiplicando l’ingaggio giornaliero dei calciatori per i giorni di assenza. Solo nell’ultima annata il conto è stato di 16,75 milioni, con una media di 24 giorni di stop per giocatore.
A pesare sono soprattutto i traumi più gravi – ossei o ai legamenti – con recuperi medi di 54 giorni, anche se l’85% degli ultimi ko è di natura muscolare. L’arrivo di Darren Burgess, nuovo responsabile della performance, doveva segnare una svolta. Ma la rivoluzione, almeno finora, resta incompiuta.