tuttosport.com

Bastoni e quell’allegra plusvalenza Inter: 18 milioni per tre giovani spariti nel nulla

Bastoni negli ultimi giorni è finito al centro delle polemiche per il suo comportamento antisportivo in Inter-Juve. Quella simulazione, dopo il tocco leggero, la carezza meglio dire, di Kalulu nei suoi confronti e l'esultanza successiva a mancare di sportività. Un secondo giallo costato caro al difensore bianconero e diventato oggetto di botta e risposta anche extra campo con le parole di Saviano, dei politici e di Marotta stesso. Andando a rovistare, però, nel cassetto delle operazioni nerazzurre si può notare come il suo arrivo all'Inter sia oggetto di un'allegra plusvalenza che fa pensare oggi visti i calciatori coinvolti e i prezzi, soprattutto alla luce di quanto successo alla Juve e l'indagine sul Napoli per il caso Osimhen.

Il caso Bastoni: l'allegra plusvalenza

Nel 2017 l’Inter decide di puntare con forza su Bastoni, giovane difensore dell’Atalanta con appena tre presenze in Serie A. La valutazione complessiva dell’operazione raggiunge i 31,1 milioni di euro, cifra considerevole per un classe 1999 ancora tutto da scoprire. Formalmente si tratta di una scelta lungimirante, un investimento su un talento italiano di prospettiva. Tuttavia, l’operazione si inserisce in un contesto finanziario delicato per il club nerazzurro. In quegli anni l’Inter era vincolata al Settlement Agreement sottoscritto con la UEFA, che imponeva obiettivi stringenti in termini di equilibrio di bilancio. Entro il 30 giugno 2018 il club doveva generare almeno 45 milioni di euro in plusvalenze. Il mancato rispetto degli impegni avrebbe comportato restrizioni sulla lista UEFA, limiti al mercato o addirittura l’esclusione dalle competizioni europee. In questo scenario, ogni operazione di mercato assumeva una valenza non solo tecnica ma anche strategico-contabile. L’acquisto di Bastoni si accompagna infatti a una serie di cessioni verso l’Atalanta che consentono all’Inter di registrare importanti plusvalenze immediate. Nei bilanci ufficiali, l’operazione risulta regolare e conforme alle norme vigenti. Nel maggio 2019 la UEFA ha poi certificato l’uscita dell’Inter dal regime transattivo, dopo il raggiungimento dei target concordati. Resta però il dibattito sull’effettiva coerenza tra valutazioni di mercato e valori iscritti a bilancio.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Read full news in source page