La dea Panacea, figlia di Ascepio, nella mitologia greca rappresentava il simbolo della guarigione onnipotente. La parola è composta da due radici: pan significa "tutto", akos invece è "rimedio". Unendole si rivela una condizione straordinariamente simile a quella di Weston McKennie nella Juventus di Luciano Spalletti. Terzino, esterno, centrocampista, trequartista centrale, ala, centravanti: ventisette partite consecutive da titolare, ventidue da novanta minuti, sette gol in stagione (dietro solamente a Kenan Yildiz, appaiato a Jonathan David) più altri sette assist. Prevedibilmente anche oggi all’Allianz verrà inserito in distinta fra i titolari poiché è esercizio complicato immaginare una Juve senza la sua duttilità. In settimana, pur non brillando da falso nove, ha messo a referto il passaggio del momentaneo due a uno di Koopmeiners, quando le speranze di qualificazione sembravano sorridere a trentadue denti, prima dello tsunami della ripresa. Storicamente nessuno lo ha messo in discussione, al netto di sei mesi al Leeds (in un affare da 40 milioni sfumato a causa della mancata salvezza in Premier) ma da lì in poi l'idea dello statunitense è sempre stata quella di rimanere in bianconero, anche agli albori dell'epoca Thiago Motta quando era considerato un esubero da epurare come tanti altri. Ed è stato l'unico a far rivedere il giudizio al tecnico italobrasiliano, tanto da meritarsi un rinnovo (seppur alle stesse cifre) fino al 30 giugno 2026. Praticamente dopodomani.
Dieci giorni da incubo
Quella di oggi contro il Como rischia di essere una tappa da via crucis, piuttosto che da cavalcata delle Valchirie. Un'altra defezione proseguirebbe il trend tra Atalanta, sconfitta sfortunata, Inter, sconfitta con polemica, e Galatasaray, sconfitta autolesionista. Ovviamente perdere contatto con la zona Champions allontanerebbe il prolungamento a scatola chiusa di Spalletti e quello di McKennie. Non necessariamente legato a doppio filo, ma le richieste sono importanti: intorno ai 4,5 milioni annui per quattro anni, mentre la proposta bianconera galleggia a 3 più bonus. Qualche tempo fa c'era ottimismo per trovare un accordo a metà strada, ogni giorno che passa il rischio è quello di non avere le tempistiche corrette. Del resto il motto di Comolli è sempre quello: ogni euro conta, soprattutto in un periodo di rossi consecutivi e ripianamenti uno dopo l'altro. Questo è un tratto comune con il Como, perché anche i lariani hanno dovuto inserire nuovi capitali in cassa per fare fronte a un bilancio in rosso fuoco ed evitare il blocco del mercato.
Occhio agli squali
Allungare la decisione su McKennie fino a fine stagione può essere un problema, perché piace sia a Gasperini che ad Allegri - guarda caso - oltre all'Inter che avrebbe necessità proprio in quella zona del campo. Verrebbe da chiedersi quale zona, ma realisticamente sull'esterno di destra, dopo avere fallito l'assalto a Joao Cancelo. Attenzione, però, al Mondiale: le offerte potrebbero essere davvero ricchissime, anche dalla stessa Major League Soccer, di cui potrebbe essere stella e uomo copertina.
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