Il Como sogna e fa sognare. La vittoria contro la Juve, arrivata dopo il pari col Milan nel recupero, certifica la crescita del gruppo allenato da Fabregas che con il 2-0 dell'Allianz si riporta in corsa per un posto in Champions League riducendo il gap proprio dai bianconeri. Vojvoda, con la complicità di un Di Gregorio tragicomico, e Caqueret regalano un successo storico ai lariani in casa della Vecchia Signora. Al triplice fischio è feste nel settore ospiti dove sono andati anche i calciatori per gioire assieme ai propri tifosi. Nel post gara è proprio l'allenatore spagnolo a commentare la partita. "Convinzione per tutti i 90 minuti? Se si vuole vincere queste partite è fondamentale - ha esordito Fabregas ai microfoni di Dazn -, contro una squadra con un allenatore che l’ha svoltata. Tutti vedono il risultato, ma la Juve con lui è cambiata(le parole di Spalletti). Quando giochi contro squadre di talento, ti mangiano. Mi è piaciuto che oggi il mio portiere ha fatto solo una parata, vuol dire che i ragazzi hanno fatto un grande lavoro".
Fabregas sicuro: "La Juve è il Real Madrid d'Italia"
In vantaggio di un gol, Fabregas ha deciso di provare acontrollare la partita inserendo quattro centrocampisti insieme:"Quando giochi queste partite ci sono momenti in cui il giocatore di talento deve gestire la gara. Abbiamo bisogno di gente che ha coraggio, che vuole palla. Poi si possono fare anche scelte diverse: con esterni e contropiedi, con più numeri 8 o numeri 6 ecc. Siamo molto bravi noi a preparare una partita che spesso però dura dieci minuti e ne inizia un’altra. Ci sono sempre più partite in una partita. La Juve per me è il Real Madrid d’Italia. Venire qui e fare questa prestazione mi rende orgoglioso".
"Champions? Un anno e mezzo fa eravamo in B"
Il secondo gol ha ricordato molto il gioco di un grande del calcio come Wenger: “È come un secondo papà per me, lui lavorava molto sulla transizione. Nel calcio moderno è importantissimo, ho imparato tanto con lui”. Il Como è riuscito a vincere nonostante l'assenza Nico Paz: "Altro passo importante. Non posso dire una bugia, lui è importante. Ma per la squadra sentire che si può vincere una partita anche senza di lui è fantastico. Champions? Un anno e mezzo fa eravamo in Serie B, dobbiamo continuare a creare una cultura e identità".
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