**C’era una volta l’“_Uomo DiGre_”**. Oggi, in questo febbraio nero della **Juventus**, resta l’immagine di un portiere fragile, travolto insieme alla squadra da una grandinata di reti e critiche. L’infortunio di Gleison Bremer ha tolto il pilastro più solido alla retroguardia bianconera e con lui sono evaporate certezze e sicurezze, scrive quest'oggi all'interno delle proprie pagine _La Gazzetta dello Sport_.
Contro il Como, all’Allianz Stadium, i fischi hanno accompagnato anche Michele Di Gregorio. Il gol di Mergim Vojvoda – mancino sul primo palo, respinta imperfetta e pallone in rete – è diventato il simbolo del momento. Eppure, come ha sottolineato Luciano Spalletti, **l’errore è stato collettivo**: dal passaggio avventato di Weston McKennie alla deviazione, passando per le incertezze generali.
Tuttavia si sa, il destino dei portieri è spietato e l’ultimo tocco resta nella fotografia finale. Inoltre gli episodi si sommano, dalla traversa sfiorata da Lucas Da Cunha alle incertezze contro Inter e Lazio ed è per questo che nel frattempo, le voci di mercato si fanno insistenti. Dal sogno estivo che non si è concretizzato per Gianluigi Donnarumma, ai contatti autunnali con Mike Maignan prima del rinnovo, adesso l’interesse per **Guglielmo Vicario** e **Marco Carnesecchi**. Di Gregorio non è stato scaricato, ma percepire che il club si guardi attorno pesa. Ora serve stringere i denti: tempesta o no, la Juventus deve ritrovare il suo Uomo DiGre.