Andrea Ajello - Galatasaray e poi Roma, sì, questa è davvero la settimana più importante della stagione della Juventus. O meglio, erano le due settimane più importanti. La prima è andata, nel peggior modo possibile con il 5-2 di Istanbul e il crollo casalingo contro il Como. Adesso inizia la seconda e la squadra di Spalletti ci arriva con le ossa rotte.
Non solo per i risultati in sé, che ovviamente pesano e non poco, ma anche per quello che si è visto. Se fino a Inter-Juventus si poteva parlare almeno di prestazioni positive e di una squadra che sembrava in continua crescita, dopo la sfida di San Siro c'è stato il buio più totale. Il primo tempo chiuso in vantaggio con il Galatasaray è stato più per episodi che per altro. E dagli spogliatoi del RAMS Park, i bianconeri non sono più usciti.
Squadra completamente svuotata, priva di energie fisiche e mentali, che non ha avuto la capacità di capire il momento nell'andata di Champions né ha avuto la forza di reagire con il Como, prestandosi del tutto agli avversari. Ci sono tutti i segnali per dire che la Juventus è "scoppiata", sì. E guardando ai prossimi 180 minuti tra Champions e Campionato, anche le premesse affinché la situazione peggiori.
La sconfitta tra mille polemiche contro l'Inter ha lasciato un'impronta che la Juve ha pagato successivamente. La testa è rimasta a quella sera, anche complice la scelta del club di reagire duramente alle scelte arbitrali. Ma anche il corpo e le gambe visto l'inferiorità numerica per oltre un tempo che ha condizionato i bianconeri poi nel primo round con il Galatasaray. L'aver giocato meno di 72 ore dopo (programmazione del calendario quantomeno rivedibile), non ha aiutato.
Da Juventus-Napoli 3-0 a Juventus-Como 0-2, in meno di un mese la squadra di Spalletti è passata dal momento migliore della stagione a quello peggiore, al pari di ottobre, quando poi fu esonerato Tudor. Ma no, non dovrebbe così sorprendere tutto ciò. È il risultato di tante scelte sbagliate, che partono dall'estate, con un mercato risultato fallimentare e che vengono evidenziate dalla gestione tecnica.
La rosa della Juve si è dimostrata non adeguata per affrontare il triplo impegno. Spalletti ha deciso così di utilizzare un numero ristretto di giocatori, non fidandosi degli altri e facendo fare gli straordinari a molti. E così ora ci sono problemi fisici (Bremer, Yildiz) e titolarissimi in affanno (Thuram, McKennie). Tutto ciò nel momento più importante. Rimontare tre goal al Galatasaray e uscire dall'Olimpico con un risultato positivo; due obiettivi che con una Juventus così sembrano "miracoli" da compiere.