Serve una rimonta ai confini della realtà: tre gol di scarto per trascinare i turchi del Galatasaray ai supplementari, quattro per eliminarli e agganciare gli ottavi. Se la Juve guardasse la storia recente della Champions, si dovrebbe arrendere in partenza. Soltanto 4 volte su 49, in una fase a eliminazione diretta del torneo, un divario minimo di tre reti è stato ribaltato nella partita di ritorno. Le imprese memorabili appartengono al Deportivo La Coruna (2003/04), al Barcellona (2016/17), alla Roma (2017/18) e al Liverpool (2018/19). Se invece i bianconeri si concentrassero sui precedenti in Europa del Gala qualche motivo di conforto potrebbero trovarlo, non solo legato alla probabile assenza di Osimhen, pericolosissimo in contropiede. Un piccolo spiraglio esiste. La squadra allenata da Okan Buruk aveva aperto la fase campionato di Champions crollando a Francoforte con l’Eintracht: una manita al passivo (1-5) nonostante il gol iniziale di vantaggio firmato da Akgün. Era la prima giornata e i turchi avrebbero chiuso a fine gennaio con 10 punti e il ventesimo posto in classifica, buono per qualificarsi ai playoff.
I crolli del Galatasaray
C’è un motivo preciso per cui il tecnico turco, centrocampista dell’Inter ai tempi di Hector Cuper, volava basso a Istanbul dopo il 5-2 dell’andata. Non si fida. Nelle ultime due stagioni è stato eliminato con il Gala agli spareggi di Europa League: nel febbraio 2024 perdendo male (1-4) in Repubblica Ceca con lo Sparta Praga e nel 2025, un anno fa esatto, crollando in Olanda di fronte all’Az Alkmaar con identico risultato. Il Galatasaray di oggi è assai più forte e motivato rispetto alle passate stagioni europee: per la prima volta dal 2013/14 potrebbe entrare agli ottavi di Champions eliminando, come allora con Mancini in panchina, la Juve. Spalletti e i bianconeri saranno costretti ad aprirsi e molto hanno concesso in contropiede nelle ultime partite. I turchi cercheranno il gol capace di spegnere in fretta qualsiasi tentativo di rimonta. È logico supporre che possano segnarne uno, molto più complicato pensare che la Juve, senza un ariete come Vlahovic, riesca a farne cinque.
I punti deboli
Il calcio, però, ci ha abituato alle sorprese. Serve la partita perfetta, è ovvio. L’andata di Istanbul, nonostante ci fosse solo McKennie davanti, ha dimostrato sino all’intervallo le fragilità difensive del Galatasaray. Coppia centrale lenta e macchinosa. Koopmeiners si era infilato senza difficoltà, firmando la prima doppietta da quando è arrivato a Torino. Le possibilità per fare male ci sono. Dalla Turchia arriveranno in duemila. Il fattore ambientale dovrebbe favorire la Juve, a patto che lo Stadium non rumoreggi e sia pronto ad accompagnare i bianconeri. Non c’è più Ronaldo, che nel 2019 eliminò l’Atletico Madrid con una tripletta (si partiva da 0-2), ma il Gala non è in grado di alzare il muro tipico del Cholo. Segnare si può, sognare anche.
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