TORINO - Vincenzo Montella era a bordocampo, a Istanbul, poco prima di Galatasaray-Juve. Ne ha dovuti abbracciare tanti: i suoi giocatori in nazionale, quelli che ha avuto nei club in Italia (Locatelli su tutti), ma soprattutto Luciano Spalletti e Kenan Yildiz. Nella rosa bianconera, infatti, c’è un pezzo di cuore dell’Aeroplanino: da una parte uno degli allenatori più importanti della sua carriera, dall’altra il simbolo della sua Turchia, Nazionale che guida con orgoglio dal 2023. All’orizzonte per Montella c’è un pensiero stupendo: quello di vivere un Mondiale da protagonista. Passerà, come per l’Italia, dalle forche caudine degli spareggi: subito la Romania, poi la vincente del duello Slovacchia-Kosovo. A Torino domani sarà presente: Juve-Galatasaray, anche e soprattutto per lo sviluppo inaspettato dell’andata, è un’occasione molto gustosa per osservare tanti suoi pupilli da vicino. Montella, lei ormai vive con un trolley in mano. “Sì, mi attendono lunghi giri in Spagna, Inghilterra e Germania nei prossimi giorni. Ma prima c’è Juve-Galatasaray”. Ma si aspettava una gara d’andata così? “Sinceramente non mi aspettavo un risultato di questo tipo, ma la verità è che sono sempre gli episodi che indirizzano le partite. Fino ad un certo punto c’è stato molto equilibrio. Ma non mi sorprende la forza del Galatasaray: è una grande squadra, che sta acquisendo una mentalità internazionale. È stata una partita decisa dall’espulsione di Cabal: il Gala ha saputo sfruttare molto bene la superiorità numerica”.
"Juve, che bel segnale con Yildiz"
Chi è più forte tra Juve e Galatasaray? “Non mi esprimo sulla superiorità di una o dell’altra. Sono felice se le squadre turche vanno avanti: ci aiutano tantissimo nel consolidamento di un livello d’esperienza alto. Ecco, poi è chiaro che guardi la Juve con occhi diversi visto che c’è Yildiz”. A proposito di Kenan, il mese di febbraio non è stato positivo. “Quando si gioca tanto ci sono alti e bassi normali: a livello fisico e mentale puoi pagare dazio. Yildiz ha bisogno di più assistenza davanti, ma è un giocatore di altissimo livello. Se la Juve funziona, sono certo che possa migliorare ancora”. Le ha chiesto un parere prima di firmare il rinnovo di contratto con la Juve fino al 2030? “Non ha mai avuto bisogno dei miei consigli: gli parlo tanto quando siamo insieme, ma cerco di non distogliere nessuno dall’attenzione sui club. Io sono vicino a tutti, ma non sono opprimente. Di sicuro Yildiz ha raggiunto un livello di maturità molto importante: il fatto che la Juve gliel’abbia riconosciuto è un bellissimo segnale”.
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