Le sirene di qualche giorno fa si trasformeranno presto in un incontro. Vero. Formale. Concreto. Perché no, non è finita la storia tra la Juventus e Dusan Vlahovic, nonostante più volte entrambe le parti l’abbiano paventato, immaginato, quasi inseguito. E allora rieccoci, praticamente al punto di partenza, ché di fatto un accordo - neanche una traccia, un inizio - non c’è mai stato o comunque non è mai sembrato davvero instradato. Sia la Juve che Dusan dovranno dunque sedersi al tavolo delle trattative e ricominciare da zero, per poi passare direttamente alle cifre. Quelle della richiesta, in primis, che restano su quelle attuali e perciò impraticabili. E quelle dell’offerta, subito dopo, che potrebbero raggiungere quota Yildiz, il nuovo tetto salariale bianconero. Se il margine di differenza sarà inferiore rispetto a qualche mese fa, allora si raggiungerà più facilmente un punto d’incontro, l’unico atto necessario per trovare pure la stretta di mano.
Vlahovic, resti o guardi altrove?
Va da sé: non sarà semplice, e soprattutto è una situazione in continuo mutamento. Perché se è vero che Vlahovic un altro contratto non l’ha ancora trovato, questo non vuol dire che non possa cambiare tutto da un momento all’altro. Da tempo il suo entourage bazzica i sentieri esteri: al giocatore piacerebbe un’esperienza in Spagna e in passato ha trattato con l’Atletico Madrid, sulle sue tracce c’è il Barcellona e il sogno naturalmente è il Real. Tiene d’occhio il Milan. Mentre non disdegnerebbe la Premier League, pur consapevole di andare incontro a difficoltà d’ambientamento. Ma no, nessuno dei club da cui sono arrivate richieste di informazioni ha formulato un’offerta concreta, in grado di mettere così la Juventus in secondo piano.
Juve, il piano d'attacco: Dusan e Kolo Muani
Ai bianconeri, chiaramente, Dusan ha sempre pensato. Continua a farlo pure oggi. E la grande novità è che anche la controparte pare non abbia smesso di farlo, specialmente dopo il fallimento dei due nuovi attaccanti: il primo, David, che pur avendo trovato continuità non è sembrato l’uomo da cui ripartire; il secondo, Openda, che in poche occasioni non è andato oltre qualche guizzo. Non si ricomincerà da nessuno dei due, almeno nelle intenzioni iniziali. Ma si potrebbe ripartire dal numero nove serbo, anche per non doversi rifugiare nuovamente nel mercato, dal quale comunque una punta dovrà arrivare, sempre senza fare follie. In questo senso, il nome di Kolo Muani rimane di attualità: sia per una questione di costi - risolta la questione col Psg, la spesa può rientrare intorno ai 40 milioni -, sia per un discorso di rischi, il francese sarebbe il preferito. Di tutti. Dal tecnico - il primo a rispolverarlo nelle pieghe di un gennaio complicatissimo - alla dirigenza, che a Kolo non ha mai davvero smesso di pensare, anche per l’estrema semplicità con cui si è calato nel contesto juventino.
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus