TORINO - Primo giorno per Roberto D'Aversa alla guida del Torino con la presentazione ufficiale alla stampa in compagnia del presidente Urbano Cairo. Ed è il numero 1 granata a spiegare la scelta del nuovo tecnico dopo l'addio a Baroni: “Ho seguito il suo percorso al Parma, i campionati in Serie A, è un mister che ho seguito con apprezzamento. Un piacere lo è ma non lo è quando come in questo caso si è qui ad annunciare l’esonero di un mister. Quello è un dispiacere e ti lascia rammarico perché quando c’è un esonero tutti sono responsabili. Ho apprezzato Baroni come persona e rispetto alle immagini che dà è molto più determinato di quello che sembra“.
"Il Toro non merita questa classifica"
Il tecnico ha parlato così alla sua prima in granata: “Siamo vicini alla zona retrocessione e non è qualcosa che compete a questo club. Sono orgoglioso di rappresentare questo club, questa città e questi tifosi, arrivo con entusiasmo, non mi era mai capitato di restare fermo così a lungo ma sono carico“. Sulla chiamata del Torino: “Logico che tutti preferirebbero iniziare in estate, in questo caso però nel momento in cui a quattro mesi dalla fine ti chiama il Torino devi rispondere presente, si può incidere anche in pochi mesi. I*l Torino non ha la classifica che merita, quando è arrivata la chiamata abbiamo subito risposto presente“*. Poi ha aggiunto: “Il Torino non merita questa classifica. Bisogna riportare entusiasmo. Il dato che fa riflettere sono i 9 clean sheet ma poi quello che la indica come peggior difesa, questo è da migliorare perché il fatto di non subire gol ti porta poi ad occupare una certa posizione di classifica. La cosa importante è cercare di riportare entusiasmo e nel calcio bisogna ragionare così. Anche se c’è un cambio di allenatore lo scossone è importante e devo dare certezze ed entusiasmo“.
"Entusiasmo e serenità"
D'Aversa cerca riscatto: “Innanzitutto voglio ridare entusiasmo, quando si gioca a calcio si fa uno sport bellissimo e bisogna avere coraggio. Nonostante i valori tecnici quando la squadra recuperava palla la riperdeva, quello vuol dire essere in difficoltà, sembrava non avere coraggio. Noi invece dobbiamo lottare su ogni palla perché il dna di questo club è questo“. E conclude: “Bisogna essere realisti, il potenziale c’è ma dobbiamo essere realisti, dobbiamo migliorare alcuni aspetti senza pensare di non poter essere risucchiati. Sarebbe un errore. Io credo che il messaggio la società lo abbia già mandato, i giocatori si sentono responsabili, l’unica cosa da fare è trasmettere loro serenità“.
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